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“Cronaca, critica e satira: istruzioni per l’uso”: il libro per conoscere la libertà di espressione sul web

Conoscere i limiti (e non) della libertà di espressione anche nei nuovi canali di comunicazione (come Whatsapp, Instagram e Facebook). Da questa idea nasce il libro Cronaca, critica e satira: istruzioni per l’uso di Vincenzo Cardone, Fabrizio Criscuolo e Francesco Verri (edizioni La Tribuna), ovvero che l’informazione e la libera circolazione delle opinioni sono indispensabili in una società democratica, sono una condizione della democrazia, ma la dignità dell’uomo, la reputazione e la presunzione d’innocenza sono altrettanto importanti.

Occorre quindi trovare un equilibrio tra la libertà di cronaca, critica e satira e il rispetto delle persone coinvolte. Soprattutto oggi, con l’avvento del digitale, si corre spesso il rischio di non riuscire a comprendere quali sono i limiti entro cui un giornalista, un creator digitali o un utente del web deve rispettare.

Il volume offre per l’appunto un supporto utile ed essenziale non solo per essere aggiornati con gli ultimi precedenti di Corti e tribunali, ma anche di comprendere – soprattutto in seguito alla diffusione delle piattaforme di comunicazioni digitali – quali sono i limiti e quali, invece, i diritti della libertà espressione.

“I principi generali non sono cambiati – spiega l’avvocato Verri – ma oggi devono fare i conti con casi del tutto nuovi. Per esempio, è consentito cantare una canzone – come ha fatto Shakira – per “mortificare” (testualmente) il suo ex marito? È permesso uscire dal ristorante e scrivere su TripAdvisor che il cibo servito era “vomitevole”? E nelle chat di gruppo cosa si può scrivere e cosa, invece, è illecito? E se l’offeso è presente ma non collegato, è ingiuria o diffamazione? C’è molta differenza perché l’ingiuria è stata depenalizzata, a differenza della diffamazione. E su Facebook o su Instagram possiamo sul serio esprimere liberamente qualsiasi pensiero o condividere qualunque post altrui? Sono questioni che un tempo riguardavano gli addetti ai lavori, i giornalisti e i direttori dei giornali. Ma oggi siamo diventati tutti “editori” e quindi non c’è possessore di un profilo social che possa fare a meno di conoscere le linee guida della cronaca, della critica e della satira. Pensiamo alle battute fulminanti che circolano in rete o ai meme: quando la creatività e il sarcasmo si convertono in insulto?”

Il libro serve anche per avere una panoramica su tutte le normative più recenti che occorre conoscere, come le sentenze della Corte di Strasburgo, della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione e dei tribunali. Occorre conoscere anche le pronunce sul divieto del carcere per i giornalisti, a certe condizioni.

“Penso alla sentenza del tribunale di Londra nella causa fra Johnny Depp e il Sun, che lo aveva accusato di aver maltrattato la moglie Amber Heard – continua l’autore – La globalizzazione non riguarda solo le notizie o le merci e, purtroppo, le malattie; ma concerne anche il sapere. Il diritto ha assunto una dimensione globale e di questo oggi occorre certamente tener conto”.

Il testo contiene anche gli interventi legislativi sul diritto all’oblio. “Oggi, se ce sono i presupposti, possiamo far deindicizzare i contenuti sfavorevoli che ci riguardano e circolano in rete (cosa che non tutti sanno).

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