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Da Leonardo da Vinci a Digi-Firenze & Digitel: il Rinascimento digitale

Si pensa che il termine “smart city” sia nato negli ultimi anni, ma in realtà può essere fatto risalire al 1488, quando uno dei più grandi inventori e imprenditori dell’epoca, Leonardo da Vinci, aveva concepito “la città ideale”.

A seguito dell’esplosione della peste in Italia, infatti, la città ideale di Da Vinci mirava, prima di tutto, ad evitare la prossima piaga, ma analizzando il suo lavoro con uno sguardo più attento si possono ritrovare caratteristiche avanzate associabili alla città intelligente di oggi, con progettazione strategica in relazione all’architettura urbana. La città ideale del Da Vinci si concentrava sui mezzi di trasporto intelligenti e sui servizi igienico-sanitari ed era progettata come una rete geometrica di ampi passaggi e canali d’acqua. I passaggi dovevano essere su due livelli: percorsi superiori per i pedoni e strade inferiori per il traffico commerciale. Anche la rete di canali d’acqua doveva essere disposta su due livelli: in alto la rete per il commercio e i visitatori, e in basso un flusso continuo e igienico delle acque di scarico.

Ma il design di Leonardo da Vinci non si limitava allo spazio pubblico, e arrivava già al concetto di “casa intelligente”. Nel progetto di da Vinci i canali d’acqua erano integrati con le proprietà private e erogavano acqua corrente in ogni abitazione. Il flusso dell’acqua avrebbe fatto funzionare macchinari diversi che lui stesso aveva inventato, tra cui il primo bagno al coperto, che avrebbe scaricato nel sistema fognario della città. Leonardo da Vinci abbozzò disegni anche di condotte d’aria, che per la prima volta avrebbero consentito un costante rifornimento di aria fresca. Questi sono chiari esempi di elementi chiave nella visione di una smart city: miglioramento della qualità della vita dei residenti di una città e delle infrastrutture dell’economia locale.

Dal 15° secolo ad oggi una serie di fattori hanno influenzato il modo di concepire una città intelligente e ideale. La tecnologia è uno di questi. La tecnologia moderna può contribuire a snellire le procedure e ridurre i tempi di risposta. Che si tratti di sensori intelligenti o residenti che trasportano dispositivi intelligenti, oggi un Comune può essere avvisato dei problemi in tempo reale in modo da arrivare ad una rapida risoluzione. Immaginate questo: un canale d’acqua della città ideale di Leonardo da Vinci trabocca improvvisamente, inondando una casa privata. Il cittadino scatta una foto con il suo smartphone e la invia direttamente al Comune, che, a sua volta, invia un tecnico per risolvere il problema con un tablet in una mano e una chiave inglese nell’altra. Oppure immaginate Cosimo de’ Medici, il principe di Firenze, che nota una rissa tra ubriachi da una parete di monitor e fa intervenire in tempo reale la polizia.  Tutte queste informazioni restituiscono un’immagine olistica di quello che sta accadendo nel momento in una città.

Leonardo da Vinci era anche un uomo di arte e cultura, e aveva capito l’importanza di elevare lo spirito e non solo le comodità dell’uomo. Allo stesso modo Tel Aviv e Firenze sono città vivaci e dinamiche impegnate per rendere più intelligente e semplice il modo di viverle, riconoscendo la centralità della bellezza. Un passo in più che la moderna smart city sta compiendo è il coinvolgimento diretto dei cittadini nel processo decisionale e con un ruolo attivo nella segnalazione dei problemi  e nel dibattito su come deve crescere la città.

Impegno significa incoraggiare i cittadini ad assumere un ruolo attivo nella segnalazione dei problemi e nella loro soluzione, e allo stesso tempo invitarli a condividere la loro opinione su quello che succede in città. Comprendere che i cittadini sono più informati sta cambiando il modo di amministrare le città.
La città esiste per un unico scopo: offrire servizi e benefici ai suoi abitanti.

Tel Aviv è un centro soleggiato sul Mediterraneo dove si concentrano eventi culturali: musica, teatro, sport, cucina. È una città dove si tengono grandi eventi all’aperto ad ogni angolo di strada. Firenze è la patria del Rinascimento. Una città piena di arte e musei, casa dei più grandi artisti come Leonardo e Raffaello. Firenze è stata la culla del Rinascimento e vuole esserlo anche del Rinascimento digitale.

La famiglia dei Medici ebbe un atteggiamento visionario per l’epoca: riconobbe l’importanza di aiutare scienziati, artisti e inventori nello sviluppo delle loro idee, favorendo nuove generazioni di apprendisti, di studenti e di nuovi geni del domani. Questo atteggiamento condusse alla più incredibile concentrazione di innovatori nella storia, maggiore anche dell’attuale Silicon Valley. Lo stesso approccio è stato adottato da Tel Aviv con le startup, aiutandone lo sviluppo di idee e favorendone la realizzazione di innovazione per il domani.

Se un abitante di Firenze va a Tel Aviv, può respirare questa energia creativa nell’aria, per strada, nei quartieri, nelle piazze. L’aria dell’innovazione è presente persino in spiaggia al tramonto. Se un abitante di Tel Aviv va a Firenze, la sua prima impressione sarà di muoversi all’interno di un bellissimo dipinto, dove passato e presente si intrecciano, completandosi a vicenda. Sembra che la storia sia l’unico nutrimento della crescita e dell’innovazione del futuro. A partire dal Wi-Fi pubblico disponibile in quasi tutta la città con pochi clic oltre a decine di applicazioni e open data a disposizione di cittadini, turisti, studenti delle scuole superiori, ricercatori universitari, piccole aziende. Più di 50.000 residenti sono registrati ai servizi digitali.

Tel Aviv e Firenze sono due città molto attive sul fronte smart city. La sfida è raggiungere davvero l’idea di città ideale che già Leonardo da Vinci immaginava.

Lorenzo Perra,  assessore all’innovazione del Comune di Firenze
Liora Shechter, chief information officer del Comune di Tel Aviv

 

 

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