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Dalla sicurezza alla crescita: AI, ICT e il futuro delle imprese secondo l’ultimo Report Istat

Nel 2024, le imprese italiane si trovano al centro di una trasformazione digitale senza precedenti, trainata dall’adozione di tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale (IA), l’e-commerce e le misure avanzate di sicurezza informatica. L’ultimo report Istat sull’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT) offre una panoramica dettagliata delle sfide e delle opportunità per le imprese del nostro Paese.

Crescita dell’IA: una rivoluzione in corso

Nel 2024, l’8,2% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza tecnologie di intelligenza artificiale, segnando un aumento significativo rispetto al 5,0% del 2023. Questo trend è particolarmente evidente tra le grandi imprese, dove il 32,5% sfrutta l’IA per migliorare processi aziendali, sviluppare nuove soluzioni e ottimizzare il marketing.
Tra le tecnologie più diffuse spiccano l’estrazione di informazioni da documenti (54,5%) e l’IA generativa per la creazione di linguaggi scritto e parlato (45,3%). Settori come l’informatica, le telecomunicazioni e la produzione cinematografica sono i più avanzati nell’adozione di queste soluzioni.

Connettività: tra progresso e gap territoriali

Le piccole e medie imprese (PMI) stanno accelerando sul fronte digitale. Una PMI su quattro ha raggiunto un alto livello di digitalizzazione, adottando almeno sette delle 12 tecnologie monitorate dal Digital Intensity Index (DII). Tuttavia, permangono importanti differenze rispetto alle grandi imprese, soprattutto nella formazione ICT e nell’adozione di specialisti informatici.
La diffusione della banda larga continua a crescere: l’88,8% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza connessioni con velocità pari o superiore a 30 Mbit/s. Tuttavia, solo il 18,1% ha accesso a connessioni di almeno 1 Giga, evidenziando un gap tecnologico significativo tra PMI e grandi aziende. Inoltre, le imprese del Sud e delle Isole restano sotto la media nazionale, con una copertura del 86,7%.

E-commerce: un motore di crescita per le imprese italiane

Nel 2024, il 20,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha effettuato vendite online, generando il 16,9% del fatturato totale. Anche se ancora al di sotto della media europea (23,8%), l’Italia mostra segnali di miglioramento. Il commercio, l’alloggio e la ristorazione sono i settori più attivi, mentre il Nord-Ovest e il Centro si confermano le aree più dinamiche.
Interessante è anche la crescente propensione delle PMI a vendere online verso mercati esteri: il 51,3% delle imprese italiane che operano nell’e-commerce raggiunge clienti al di fuori dei confini nazionali, superando la media UE del 44,1%.

Sicurezza informatica: una sfida ancora aperta

La sicurezza informatica è diventata una priorità per il 75,9% delle imprese italiane, che adottano almeno tre misure di protezione ICT. Tuttavia, le misure avanzate come la crittografia dei dati (23,9%) e l’autenticazione biometrica (12,1%) sono ancora poco diffuse. Inoltre, il 15,8% delle imprese con almeno 10 addetti ha subito attacchi informatici con conseguenze gravi nel corso del 2024.
Le grandi imprese, grazie a risorse superiori, si distinguono per l’adozione di misure più avanzate e un approccio strutturato alla gestione della sicurezza, mentre le PMI faticano ancora a implementare soluzioni tecnologiche adeguate.

Formazione ICT: un investimento cruciale

Solo il 17,8% delle imprese ha organizzato corsi di formazione ICT per i propri dipendenti nel 2024, un dato in calo rispetto al 19,3% del 2022. Questo rappresenta un ostacolo significativo per il rafforzamento delle competenze digitali, soprattutto nelle PMI. Al contrario, il 67% delle grandi imprese ha investito in formazione, dimostrando una maggiore consapevolezza dell’importanza delle competenze tecnologiche.

Investimenti digitali: il futuro è ora

Guardando al biennio 2025-2026, il 38% delle imprese italiane prevede di aumentare gli investimenti in tecnologie digitali. Sicurezza informatica, intelligenza artificiale e cloud computing sono tra le aree prioritarie.
Le imprese che già utilizzano l’IA mostrano un forte impegno verso ulteriori investimenti: il 70,3% ha in programma di espandere l’adozione di queste tecnologie nei prossimi anni. Tra le PMI, si registra un aumento della consapevolezza sull’importanza della digitalizzazione: il 40,5% pianifica di rafforzare la formazione ICT, rispetto al 22,3% del periodo 2021-2024.

In conclusione, il 2024 segna un anno cruciale per la trasformazione digitale delle imprese italiane. Mentre le grandi aziende continuano a guidare l’innovazione, le PMI mostrano segnali di crescita ma affrontano sfide legate alla formazione, alla sicurezza informatica e alla connettività.
Gli incentivi pubblici e lo sviluppo di competenze tecnologiche saranno fondamentali per colmare il divario con gli altri Paesi europei e per garantire che la digitalizzazione diventi un motore di crescita sostenibile per l’intero sistema economico italiano.

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