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Decennale PA Social, la tappa di Perugia

10 anni di PA Social

Palazzo dei Priori, Perugia: una giornata di confronto sui 10 anni di PA Social e i 25 anni della legge 150/2000. La comunicazione pubblica tra innovazione digitale, cittadinanza e politica

Palazzo dei Priori ha ospitato ieri una densa giornata di confronto e riflessione dedicata alla comunicazione pubblica e istituzionale, nell’ambito dell’evento promosso dal coordinamento regionale di PA Social Umbria, con il patrocinio del Comune di Perugia. Una doppia ricorrenza al centro della discussione: i 10 anni di attività dell’Associazione PA Social e i 25 anni dall’emanazione della legge 150/2000, che per la prima volta ha normato il settore della comunicazione pubblica in Italia.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di amministratori locali, studiosi, comunicatori, giornalisti ed esperti del settore, con l’obiettivo di mettere in luce le profonde trasformazioni che hanno attraversato – e stanno attraversando – il mondo della comunicazione istituzionale e politica, in un contesto sempre più ibrido, digitale e interconnesso.

I saluti istituzionali e gli interventi del coordinamento di PA Social Umbria 

Ad aprire i lavori è stata Simona Cortona, responsabile della comunicazione interna, esterna e multimediale del Comune di Perugia e coordinatrice PA Social Umbria, affiancata dai co-coordinatori Giorgio Pezza e Simona Panzolini. Simona Cortona ha evidenziato come la comunicazione pubblica abbia vissuto negli ultimi 25 anni una trasformazione radicale, passando “da funzione accessoria e spesso residuale dell’amministrazione pubblica a vero e proprio asse strategico di governance, trasparenza, partecipazione e anche, inevitabilmente, di costruzione del consenso”.
Nel suo intervento, ha sottolineato il ruolo fondamentale di PA Social: “In questi dieci anni l’Associazione ha svolto un lavoro straordinario e capillare su tutto il territorio nazionale, contribuendo gratuitamente alla promozione dell’innovazione, alla diffusione delle buone pratiche, alla formazione continua dei comunicatori pubblici e all’integrazione dei nuovi linguaggi digitali nel sistema della comunicazione istituzionale”.
Simona Panzolini, responsabile della comunicazione dell’azienda ospedaliera di Perugia ha dichiarato: “La professione di comunicatore e giornalista pubblico riveste un ruolo fondamentale all’interno della PA, soprattutto in un contesto in continua evoluzione come quello digitale. In un’epoca in cui la comunicazione è un elemento centrale nella gestione delle Istituzioni e nella relazione con i cittadini, è essenziale dotarsi di figure professionali qualificate che possano affrontare le sfide legate all’informazione, alla trasparenza e alla partecipazione civica. I comunicatori e i giornalisti pubblici sono i punti di riferimento per garantire una comunicazione chiara, precisa e tempestiva delle azioni istituzionali. La loro funzione è cruciale nel trasmettere correttamente le politiche pubbliche, favorire il dialogo tra istituzioni e cittadini e garantire che l’informazione sia accessibile a tutti.  Senza una gestione professionale della comunicazione, il rischio è quello di compromettere il legame di fiducia tra la pubblica amministrazione e i cittadini.”
Anche  Giorgio Pezza, ha messo in evidenza che una delle sfide più urgenti per chi lavora nella comunicazione pubblica: quella di ricostruire una distinzione netta e consapevole tra comunicazione di servizio e comunicazione politica. “Serve chiarezza – ha affermato – e serve una presa di coscienza da parte delle pubbliche amministrazioni: i comunicatori non sono megafoni dei governi, ma civil servant, professionisti al servizio della collettività”. PA Social, in questa direzione, ha agito come “pungolo” e come rete di riferimento per promuovere consapevolezza e aggiornamento.


Il ruolo di PA Social e le sfide del futuro

Nel suo intervento, Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social, ha voluto richiamare le molte tappe che hanno visto Perugia protagonista nel percorso dell’associazione. Ma ha soprattutto lanciato lo sguardo al futuro: “Ci interessano i prossimi dieci anni. Dobbiamo chiederci in che direzione sta andando la comunicazione pubblica, quali saranno le sfide e gli strumenti. Le nuove tecnologie – come l’intelligenza artificiale – non sono buone o cattive in sé, ma dipende dall’uso che ne facciamo, e questo richiede conoscenze, competenze e responsabilità”.
Di Costanzo ha anche sottolineato il lavoro svolto dall’associazione in questi anni per legittimare la comunicazione digitale come parte integrante dell’azione amministrativa, formare nuove professionalità, attivare reti tematiche e favorire lo scambio tra enti pubblici, giornalisti, esperti e operatori del settore.

Verso una riforma della legge 150/2000

Tra gli interventi governativi, quello di Sergio Talamo, Direttore della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali di Formez PA, che ha rilanciato il messaggio del Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo: da Perugia, per la nascita del polo SNA della Scuola Nazionale dell’Amministrazione a Villa Umbra, il ministro ha annunciato l’avvio del processo di riforma della legge 150/2000.
Talamo ha spiegato come il tavolo tecnico stia lavorando per l’unificazione dei profili professionali tra chi gestisce i rapporti con i media e chi si occupa della comunicazione verso i cittadini, valorizzando figure ibride e trasversali, come quella dell’esperto in comunicazione digitale, dotato di competenze specifiche e aggiornate. “Il comunicatore pubblico – ha detto – è oggi un antidoto contro le fake news e il linguaggio d’odio che imperversano sui social media, grazie anche all’introduzione delle social media policy negli enti”.


La comunicazione è una responsabilità sociale

Nel suo intervento, l’Assessora alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune di Perugia, Costanza Spera, ha riflettuto sul ruolo della comunicazione istituzionale nella società contemporanea, sottolineando l’importanza di un approccio professionale e competente: “Sui social, la comunicazione istituzionale è spesso banalizzata. L’accessibilità non equivale a capacità: servono professionisti formati che affianchino le amministrazioni, anche in assenza di strumenti adeguati”.
Per Spera, la comunicazione pubblica è “non solo un atto informativo, ma una responsabilità sociale e istituzionale. Comunicare bene significa raccontare cosa fa il Comune, rendere i servizi accessibili a tutti e contrastare le disuguaglianze”.

Comunicazione politica e ricerca al servizio della comunicazione pubblica

Uno dei momenti più densi della giornata è stato l’intervento del prof. Alessandro Lovari, docente all’Università di Cagliari, che ha illustrato una ricerca condotta in Sardegna sull’uso dei social media da parte di sindaci e istituzioni. Lovari ha evidenziato come la crescente “vetrinizzazione della politica” renda sempre più difficile distinguere tra comunicazione pubblica e politica. “Oggi amministratori e istituzioni competono per visibilità. Le identità comunicative si sovrappongono, generando ambiguità e confusione nei cittadini”.
Lo studio, dal taglio interdisciplinare, ha mostrato come i social siano diventati strumenti centrali non solo per l’informazione, ma anche per la costruzione dell’immagine personale e la gestione della crisi, come accaduto durante la pandemia.

Formazione, fiducia e riconoscibilità

Nel panel conclusivo, moderato da Mariangela Musolino, responsabile comunicazione dell’Università di Perugia, la prof.ssa Rita Marchetti ha sottolineato l’importanza di saper distinguere le fonti informative: “In un tempo in cui tutti comunicano negli stessi spazi, è fondamentale riconoscere chi parla e capire se si tratta di una fonte affidabile. È questo – ha detto – che permette di costruire fiducia e senso critico”.
Musolino ha chiuso la giornata ricordando quanto sia centrale, oggi più che mai, definire con chiarezza il fine della comunicazione pubblica e investire nella formazione continua. “La comunicazione è sempre più centrale, ma è anche in costante evoluzione. Solo attraverso la formazione possiamo valorizzare le figure professionali e garantire una comunicazione efficace, chiara e orientata ai cittadini”.

L’evento ha confermato il ruolo strategico che PA Social ricopre nella costruzione di una rete nazionale di comunicatori pubblici. Una rete fondata sulla condivisione di pratiche, esperienze e riflessioni, capace di affrontare le nuove sfide del digitale con strumenti, visione e consapevolezza.

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