Parla di un paese diviso in due l’ultimo rapporto sul livello di digitalizzazione in Italia curato da I-Com, l’Istituto per la Competitività.
Il nord ha sviluppato reti e infrastrutture che hanno contribuito molto anche alla consapevolezza riguardo alla digitalizzazione; il sud invece si muove a velocità più lenta.
“C’è un’Italia di serie A e una di serie B”, è il commento di Andrea Lisi presidente di Anorc, l’Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali.
“L’Italia sta cercando di investire su politiche di digitalizzazione – prosegue Lisi – anche considerando i fondi a disposizione del Piano di Ripresa e Resilienza. La Pandemia ha fatto capire che non avere una buona digitalizzazione significa faticare ad avere rapporti con la pubblica amministrazione e con il sistema sanitario”.
Studiando lo stato delle reti fisse nel nostro paese e le intenzioni d’investimento degli operatori per i prossimi cinque anni, emerge che nel 2026 sarà il Friuli Venezia Giulia la prima regione italiana per copertura ad almeno un gigabit per secondo, con una percentuale del 84% dei numeri civici. Al secondo posto di questa classifica predittiva, la Sicilia, seguita da Trentino Alto Adige, Liguria, Lazio, Marche e Veneto.