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Condivisione o violazione? Il confine sottile del diritto d’autore nella comunicazione digitale

Condivisione o violazione? Il confine sottile del diritto d’autore nella comunicazione digitale - Francesca Anzalone intervista Stefano Vatti

“Suona bene, lo dico anch’io”. Comincia così il viaggio nella parola in ogni sua sfumatura con Stefano Vatti, esperto in proprietà intellettuale e specialista in proprietà industriale, per fare chiarezza su violazioni di diritto d’autore nella comunicazione digitale. E sui differenti aspetti di proprietà intellettuale tra diritto di critica e violazioni nell’ambito della comunicazione digitale. Spaziamo da TikTok a Instagram, passando per video recensioni su YouTube e relative implicazioni. Parliamo di notorietà di brand e di personaggi e delle differenze di gestione nella tutela della reputazione. Il punto chiave è però il giudice finale: il consumatore. Cosa gli stiamo raccontando? Come lo stiamo dicendo? Si tratta di una comunicazione trasparente? E da quella comunicazione che tipo di vantaggio ne stiamo traendo? Economico diretto? Di visibilità con un ritorno economico indiretto? Conoscere il web e i suoi strumenti ci permette di analizzare rischi e criticità e il loro livello di impatto. Ancora una volta parliamo di consapevolezza e responsabilità. 

Stefano Vatti, esperto in proprietà intellettuale e specialista in proprietà industriale

Diritto d’autore e comunicazione digitale: quali sono i rischi più comuni?

Iniziamo con una citazione di Proust, una delle tantissime che caratterizzano i dialoghi con Vatti. “Suona bene, lo dico anch’io”, e nella maggior parte dei casi questo avviene in buona fede. Ci piace quella frase, la ripetiamo, ma magari non ci ricordiamo chi è l’autore. Oppure non citiamo la fonte. Omettendo stiamo violando un diritto d’autore. E questo è un esempio comune, frequente, soprattutto online dove si immagina che tutto sia possibile. Il punto è come lo stiamo facendo e con quale finalità. Se alla base abbiamo dei brand o personal brand che traggono vantaggi economici dall’utilizzo, attenzione, siamo di fronte a una violazione che comporta conseguenze anche importanti. Si passa dalla richiesta di cancellazione di quei contenuti a reazione più strutturate a tutela della reputazione del brand.

L’impatto della violazione del diritto d’autore sulla reputazione digitale, i Brand sono più attenti?

Come se ne sta parlando? Questa è la domanda che ogni brand e naturalmente corporate si pone quotidianamente per non rischiare di perdere la fiducia del consumatore. Perché ricordiamolo è proprio quest’ultimo il giudice finale al quale facciamo riferimento. L’AI ci viene in supporto con algoritmi e machine learning che analizzano ogni conversazione e commento per verificare il sentiment. A questo segue poi l’analisi e la conseguente reazione che prende in considerazione il diritto di critica, la possibilità di fraintendimento che quella comunicazione sta generando  e il relativo interesse economico che sta alla base della creazione di quei contenuti. Ci addentriamo così in un approfondimento sulle recensioni. E ancora una volta l’attenzione si focalizza sul peso delle parole e sull’uso magari di loghi che viene aggiunto alle grafiche. Le recensioni popolano il web, sono tra i contenuti più numerosi, ma come sempre è una questione di equilibrio tra diritto di critica, interesse personale e come impatta sulla reputazione. Non tutto è corretto, soprattutto se parliamo di brand, laddove la ricaduta economica diretta o indiretta ne è una conseguenza.

Il come è sempre elemento chiave: come ne stiamo parlando? Quali parole stiamo usando?

E ovviamente, quali marchi stiamo menzionando senza che questi sappiano che lo stiamo facendo? Il punto chiave, ancora una volta è il consumatore, ovvero, attraverso quella comunicazione può comprendere appieno e in maniera del tutto trasparente ciò che viene detto? O può percepire un messaggio differente a beneficio del mittente?

Come prevenire dunque la violazione di copyright? Come fare prevenzione?

Ci sono molti imprenditori etici oggi che prima di iniziare un business o registrare un marchio si informano approfonditamente per non entrare nel territorio altrui. E il web è uno di quei territori, perché lo stesso nome, ad esempio, con keyword affini rischia di depotenziare anche la portata del business. Non possiamo più scindere online da offline, ma dobbiamo avere una visione completa consapevole e responsabile. E dunque per rispondere alla domanda dobbiamo sempre chiederci come non invadere il territorio altrui. Oppure se lo stiamo già facendo in qualche modo. Invadere può significare utilizzare una foto senza averne i diritti. 

Tra una citazione letteraria, filosofica e una riflessione etica, è passata una intensissima e interessantissima ora, rigorosamente scandita da citazione precisa e puntuale di ogni singolo autore. E da puntuali riflessioni sul creare con consapevolezza ogni contenuto e verificare con attenzione e responsabilità in che modo lo si sta facendo.

Francesca Anzalone

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