Un’app di messaggistica istantanea di facile utilizzo che si sta trasformando in un canale informativo con il quale la Pa può comunicare in tempo reale con i cittadini inviando foto, messaggi, link ed altro ancora: questa è la rivoluzione nella nuova comunicazione pubblica che porta il nome di Telegram. L’applicazione famosa per i bot e i canali sta attirando sempre più attenzione nella Pa, non solo come alternativa alla più famosa e diffusa WhatsApp ma come vero e proprio strumento che calza alla perfezione alle necessità della Pa per arrivare direttamente sugli smartphone e i tablet dei cittadini. A confermarlo sono i numeri che stanno facendo registrare i canali aperti dal governo: il Ministero dell’Economia e delle Finanze, primo a livello di amministrazioni centrali conta 518 membri, il Ministero degli Esteri in poche settimane 431 iscritti, e da martedì scorso sono arrivati sulla app di messaggistica anche #italiasicura, la Struttura di Missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico che ha subito raccolto 166 fans e il Ministero dell’Istruzione che ha fatto un vero boom di contatti: in un paio di giorni ha già raggiunto i 807 iscritti.