Ricerca e nuove conoscenze al servizio delle persone. Con Big data e intelligenza artificiale applicati a mobilità, salute e servizi per i cittadini; automazione e digitalizzazione industriale; sviluppo sostenibile, energie rinnovabili, economia circolare, scienze della vita.
L’Emilia Romagna rafforza il suo ruolo di Data Valley nazionale, con la Regione che potenzia la sua rete internazionale aggiungendo il Giappone. Con la Prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba – ateneo al centro di un distretto che conta 60 istituti di ricerca e 3mila studenti e ricercatori da 90 paesi – stringe infatti un accordo per promuovere progetti comuni in settori strategici, per una scienza che metta al centro i bisogni della collettività e dei territori.
L’accordo con la Prefettura di Ibaraki, al centro dell’incontro tra l’assessore Patrizio Bianchi e il governatore Kazuhiko Oigawa, permetterà di sviluppare attività di ricerca nei territori dove saranno ospitate molte manifestazioni dei prossimi giochi olimpici del 2020.
Un’intesa che verrà formalizzata nei prossimi mesi, relativa a una realtà di 4 milioni di abitanti, ad alto tasso di sviluppo e innovazione e che si va affermando come una delle aree più attrattive del Paese del Sol Levante nel campo dell’industria e della ricerca. Un territorio con cui la Regione Emilia Romagna ha rapporti dal 1986.
Forte interesse a collaborare con le Università emiliano-romagnole e a partecipare quale ospite d’onore alla prossima edizione di Research to Business è stato espresso da Caroline Benton, vice presidente dell’Università di Tsukuba, particolarmente impegnata proprio nella ricerca sui Big data, l’intelligenza artificiale, l’ambiente e la nuova industria. L’ importante ateneo giapponese rappresenta una delle realtà di punta della Tsukuba Science City: una vera e propria città della scienza che conta 60 istituti di ricerca nazionali, 250 strutture di ricerca private, 220 mila abitanti con circa 3mila studenti e ricercatori provenienti da ben 90 paesi.