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Europa digitale, la PA italiana ancora in ritardo

Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi. Sono i quattro Paesi in testa alla classifica del Desi, l’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società elaborato dalla Commissione europea e pubblicato il 3 marzo 2017.

Nel documento sono messi a confronto i 28 Stati membri sulla base di trenta indicatori, raggruppati, a loro volta, in cinque diverse aree:

  • connettività;
  • competenze digitali;
  • uso di internet;
  • integrazione della tecnologia digitale da parte delle imprese;
  • servizi pubblici digitali.

Dal quinto al decimo posto si posizionano Lussemburgo, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Estonia e Austria. L’Italia è, purtroppo, fanalino di coda (venticinquesima posizione) assieme a Grecia, Bulgaria e Romania. Più confortante il dato che rileva come da quest’anno, i tre Paesi più digitalizzati dell’Unione europea siano, anche, sul podio mondiale superando Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti. E’ la fotografia di un’Europa che avanza a piccoli passi e che, al suo interno, registra ancora un ampio divario tra i Paesi all’avanguardia nel digitale e quelli con prestazioni meno soddisfacenti.

Per quanto riguarda l’Italia emerge come sia “l’uso dell’e-Government il principale ostacolo che trascina il nostro Paese nelle ultime posizioni. La disponibilità di servizi pubblici online ha registrato progressi ma è necessario migliorare il riutilizzo delle informazioni tra le amministrazioni per rendere più facile la vita per i cittadini”. L’impegno che devono assumersi le autorità pubbliche italiane è di migliorare l’usabilità dei loro servizi online. Infatti, solo nel 37% dei casi, le informazioni già in possesso dei servizi pubblici viene riutilizzato per moduli precompilati.

Un possibile rilancio del nostro Paese potrebbe arrivare, nel prossimo futuro, con Italia Login. Grazie a questo progetto ogni cittadino sarà titolare di un’identità digitale e una ‘casa’ online dove poter trovare tutti i servizi e le informazioni di cui si ha bisogno. Si tratta, di fatto, di un hub per l’accesso semplificato ai servizi pubblici digitali che si propone di rendere più semplice e appagante il rapporto tra cittadini e burocrazia.

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