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Foia, in aumento del 21% le richieste di accesso

“La trasparenza è la norma, il rifiuto l’eccezione”. Include anche un campione di 132 enti locali tra regioni, comuni capoluogo e comuni metropolitani, oltre alle amministrazioni centrali, il secondo monitoraggio sull’applicazione dell’accesso civico generalizzato, realizzato dal dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con il Formez all’insegna dello slogan che racchiude quella che dovrebbe essere l’essenza del Freedom Of Information Act o FOIA italiano (decreto legislativo n.97/2016)

L’accesso generalizzato, il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni anche senza avere un interesse “qualificato”, comincia a diventare familiare al cittadino, stando ai dati rilevati trimestralmente nel periodo gennaio-giugno 2017: le richieste pervenute, 1.446 in tutto tra ministeri ed enti, risultano in aumento del 21% nel II trimestre.

E le amministrazioni pubbliche, come rispondono? Con un aumento del 46% delle istanze trattate rispetto al I trimestre (948 quelle ricevute da gennaio a giugno dagli enti locali) nel sostanziale rispetto dei tempi: ministeri ed enti locali trattano le istanze entro i 30 giorni previsti rispettivamente nel 94% e nel 95,4% dei casi.

I numeri

Foia_monitoraggio_I_e_II_trim_06-dettaglio ministeriI dati complessivi dicono che sulle 498 istanze ricevute dai ministeri, 274 sono state accolte, 89 rigettate, 20 parzialmente accolte, 97 in attesa di risposta. L’amministrazione centrale con più istanze pervenute è il ministero Economia e Finanze (Mef), seguito dall’Interno (54) e da Istruzione, Università e Ricerca (49), mentre la Presidenza del Consiglio dei ministri si attesta su 65.

Scendendo nel dettaglio dei due trimestri, nel II si registra una crescita sia delle domande pervenute, 248 rispetto a 205, che di quelle trattate, 221 rispetto a 151 (+46,36%). Per quanto riguarda l’esito delle richieste, sempre nell’ambito dei ministeri, nel II trimestre risultano in aumento del 42,4% quelle accolte e in calo di circa il 37% quelle in attesa di risposta.

Sulle 948 istanze di accesso pervenute al campione di enti locali 891 sono state evase: 814 accolte, 25 accolte parzialmente, 52 rigettate. A quanto pare la cultura dell’accesso finora è penetrata soprattutto nei comuni capoluogo del Nord Italia, in cima agli enti per numero di richieste ricevute (377 pervenute, di cui 348 accolte).

Le motivazioni del rigetto

Interessanti, anche per capire se e fino a che punto limitano di fatto l’esercizio del diritto le barriere poste dalla legge, i dati sulle principali motivazioni di rigetto delle istanze.

Per i ministeri, spicca la protezione dei dati personali (nell’ordine: richiesta di informazioni non già elaborate; protezione di dati personali; interessi economici commerciali; richiesta eccessivamente onerosa; sicurezza nazionale).

Le principali motivazioni di rigetto da parte degli enti locali sono invece gli interessi economici commerciali; le informazioni non già elaborate; attività ispettive; segretezza della corrispondenza.

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