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Google e la foresta invisibile

Google, riguardo la foresta invisibile in Australia, ha recentemente pubblicato: “Il 95 % delle alghe giganti della Tasmania sono scomparse a causa dei cambiamenti climatici. Stiamo collaborando con diverse organizzazioni per ripristinarle con la nostra intelligenza artificiale”.

Ed in effetti, Google Australia e Google Research hanno collaborato con CSIRO, Institute for Marine and Antarctic Studies (IMAS), The Nature Conservancy, Great Southern Reef Foundation e Kelp Forest Alliance per risolvere la questione.

C’è un’enorme foresta invisibile sott’acqua, al largo della costa meridionale dell’Australia, spiega Scott Riddle, responsabile partner strategici, Google Australia e Nuova Zelanda. Una foresta che, a differenza della Grande Barriera Corallina, è poco nota, nonostante il 70% degli australiani risieda a poca distanza.

I ricercatori stanno lavorando per studiare le alghe giganti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ripristinare la foresta in modo che il diversificato ecosistema della barriera corallina continui ad esistere. Nel concreto, l’IA combinata con la tecnologia di mappatura geospaziale, può identificare le foreste rimanenti a una velocità e su una scala altrimenti non umanamente possibili.

L’IA per la biodiversità

Il settore della tecnologia di conservazione è in rapida evoluzione con innovazioni che spaziano dal monitoraggio satellitare su vasta area, ai sensori a terra e all’analisi. L’intelligenza artificiale, dunque, può essere considerata una tecnologia emergente riguardo la conservazione di flora e fauna. Dalle immagini satellitari alle registrazioni audio, può riconoscere quali foto contengono specie rare oppure identificare il richiamo di un animale, riducendo il lavoro manuale necessario.

Proprio il mese scorso, in occasione della Giornata mondiale della fauna selvatica, si è affrontato questo tema. La Connected Conservation Foundation ha ricordato diversi punti, tra i quali la necessità di adottare un approccio olistico verso la tecnologia e di sviluppare partenariati tecnologici duraturi tra il settore privato, i governi e le organizzazioni ambientaliste.

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