Uno spazio online dedicato alle motivazioni che hanno portato alla proclamazione della dieta mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità: è il Geoportale della cultura alimentare, nato da un’idea del MiBACT e online dalla scorsa settimana. Risultato di una ricerca condotta dall’Università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo, il portale è stato realizzato con l’obiettivo di sperimentare un percorso di analisi critica e catalogazione innovativa di dati sul tema del cibo.
Il Geoportale valorizza il patrimonio informativo sulla cultura alimentare italiana e presenta nuove modalità di comunicazione e fruizione di prodotti, saperi, percorsi, luoghi e protagonisti, avviando la costruzione di un grande racconto dell’identità del Paese. Tra le caratteristiche principali: la possibilità di interrogare contemporaneamente diverse fonti informative normalmente non integrate tra loro; la presentazione di contenuti e risultati delle ricerche su mappe OpenStreetMaps, svelando peculiarità e legami locali tipici della diversità territoriale italiana; la disponibilità di contenuti navigabili tramite mappe concettuali dinamiche, che consentono di individuare relazioni nuove e non scontate tra i diversi archivi.
Le banche dati sono costituite da schede informative, fotografie, video e audio che descrivono nel dettaglio ogni singolo bene alimentare. Hanno inoltre la possibilità di collegarsi organicamente con le altre conservando, da un lato, l’originale autonomia e assumendo, dall’altro, una nuova e più estesa identità scientifica.
L’impegno volto a dare nuova vita a dati che non sempre, se analizzati da soli, riescono a esprimere tutta la loro potenzialità si sposa con la sperimentazione di un modello di narrazione online sempre più diffuso. Con l’obiettivo di individuare, catalogare, archiviare e valorizzare i saperi della cultura popolare, vengono realizzate delle brevi video-narrazioni. I filmati, infatti, risultano particolarmente efficaci per trasmettere la complessità del bene culturale e le informazioni fondamentali che servono a definirne la geo-territorialità.
Numerosi i soggetti che hanno collaborato al lancio del progetto: oltre al Ministero, l’Istituto centrale per la demoetnoantropologia, che ne curerà l’aggiornamento, l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.