Il museo di Archeologia per Roma ─ nella Capitale il primo del suo genere ad essere didattico e interattivo ─ offre ai visitatori un punto di vista originale: consente infatti di ammirare la ricchezza archeologica della periferia romana e il filo storico che la lega al centro della città. L’esposizione si trova all’interno di Villa Gentile, un casale risalente agli inizi del ‘700 costruito sui resti della Torre Vergata, da cui il quartiere romano prende il nome, a sua volta sorta sui ruderi di una villa d’epoca romana.
Concentrato sul passato ma allo stesso tempo proiettato verso il futuro, il museo sperimenta con entusiasmo le nuove tecnologie e le possibilità che offrono. Agli account Facebook, Twitter, Google+, Youtube, Instagram e Linkedin si sono recentemente aggiunti Facebook Messenger e WhatsApp.
Sul sito del museo è disponibile il codice di Facebook Messenger: è sufficiente inquadrarlo con il proprio smartphone e collegarsi all’indirizzo m.me/museoapr per riuscire in pochi istanti a rivolgersi agli addetti, chiedere informazioni, prenotare una visita guidata o un laboratorio didattico.
Per conoscere meglio i canali usati dal Museo ApR, abbiamo rivolto alcune domande a Emanuele Bertolini, responsabile della comunicazione.
La comunicazione pubblica utilizza frequentemente applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp o Telegram, mentre Facebook Messenger è decisamente meno comune. Il museo ApR, invece, ha dato la precedenza a Messenger, che ha anticipato il servizio WhatsApp di alcuni mesi. Cosa ha motivato questa scelta?
Si è trattato di un problema “logistico”. Messenger era utilizzabile da subito. Per quanto riguarda Whatsapp, invece, abbiamo impiegato molto tempo per trovare uno smartphone e attivare l’utenza telefonica necessaria. Il museo ha anche un canale Telegram, che tuttavia non abbiamo ancora promosso per non disperdere le nostre poche risorse.
Gli utenti usano spesso Facebook Messenger per rivolgersi a voi? Quali sono le domande che vi pongono più frequentemente?
Per il momento i nostri numeri sono veramente molto piccoli: siamo nell’ordine della decina in un mese. Le informazioni più richieste riguardano le attività didattiche.
In base alla vostra esperienza, che tipo di utente usa Facebook Messenger? è diverso da quello che utilizza WhatsApp?
Abbiamo a disposizione pochi dati per rispondere a questa domanda anche se, chiaramente, le due piattaforme, avendo presupposti diversi, incentivano tipi di comunicazione differenti. Per riassumere molto, Messenger è utilizzato da chi si relaziona con il museo in modo continuativo, mentre l’utente estemporaneo preferisce WhatsApp.
Prevedete, per il futuro, un ulteriore incremento dei vostri canali di comunicazione?
Ce lo auguriamo… nonostante le difficoltà, in termini di risorse economiche, siano molte.