Immagina di avere Morgan Freeman che ti sussurra un romanzo mentre sei in metropolitana. O di ascoltare la voce roca di uno scrittore mentre fai jogging. Questo è l’oggi: il boom degli audiolibri, che in Italia hanno conquistato 11,1 milioni di persone (+4% in un anno, dati 2024). Ma perché funzionano? La risposta è semplice: la voce è molto più di una semplice caratteristica del suono, è un potente strumento emotivo e psicologico. E i dati lo dimostrano, la conferma ci arriva dai dati NielsenIQ per Audible l’11 maggio 2024 condivisi durante il Salone del Libro. Chi ascolta preferisce voci di narratori professionisti (62%) o di attori (42%), e la maggior parte predilige la narrazione di una sola voce (55%) piuttosto che di più voci (45%).
Le neuroscienze hanno dimostrato che la voce influenza le emozioni di chi ascolta. Una voce calma induce sicurezza e rilassamento, un tono di voce dolce può essere efficace in contesti che richiedono comprensione e sostegno emotivo. La voce, dunque, è uno strumento di comunicazione e espressione potentissimo e anche i content creator si sono resi conto di quanto questa sia in grado di influenzare.
Perché la voce ci conquista?
Parliamo di 11,1 milioni di persone che hanno ascoltato audiolibri; con una crescita del +4% rispetto al 2023. Si tratta di utenti connessi (quattro ore di connessione al giorno) abituati a esperienze multicanale. Scelgono i contenuti influenzati dalla voce che li legge, ma amano contestualmente la lettura. Il 47% sceglie di ascoltare un libro già letto, mentre il 45% legge un libro già ascoltato. Le abitudini sono cambiate e il digitale ne è uno dei principali “influenzatori”. Questo un dato di fatto, sul quale dovremo continuare a ragionare e a costruire le proposte sempre più articolate. Tra queste non più “la scelta tra questo o quello”, ma “posso fare questo e quello”, come ad esempio “mentre sono in auto ascolto un audiolibro”, “mentre faccio jogging ascolto il romanzo di cui ho letto le recensioni online”, “mentre sistemo casa ascolto il mio romanzo preferito”, un nuovo modo di fruire i contenuti grazie al mio smartphone. A prescindere dall’età, in alcuni studi è dimostrato che le parole veicolate con un timbro “emozionale” provocano un incremento di attivazione del 50% delle aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione del linguaggio (ricerca commissionata da Audible, 2024).
Perché gli audiolibri conquistano il pubblico?
Esiste un intreccio invisibile che unisce le storie ascoltate e il cervello umano che genera numerosi benefici: potenziare l’immaginazione, arricchire il linguaggio, non solo nei suoi aspetti squisitamente verbali, ma anche in quelli socio-emotivi e di rafforzare la capacità di concentrazione anche quando si eseguono diverse attività contemporaneamente. Gli studi della neurofisiologia e neuroscienze ci hanno permesso di comprenderne le caratteristiche e, la ricerca relativa ai benefici sul cervello commissionata da Audible con la collaborazione della professoressa Gabriella Bottini, Neurologa dell’Università di Pavia, e responsabile del Centro di Neuropsicologia Cognitiva del Dipartimento di Neuroscienze all’Ospedale Niguarda di Milano, ne ha presentati numerosi.
Quando parliamo di piattaforme digitali e di audiolibri, sicuramente Audible (di Amazon) è la principale seguita da Storytel, Spotify, Rai Play Sound, Kobo Plus e dunque anche di algoritmi e studio dei gusti degli utenti. Oltre alla flessibilità, alla qualità della voce narrante e dunque dell’alto coinvolgimento che garantiscono, le piattaforme di audiolibri utilizzano algoritmi che restituiscono proposte personalizzate in base ai gusti degli ascoltatori. Hanno sicuramente una capacità “ingaggiante” in termini temporali, lo dimostrano i numeri di media di ascolto diversamente dal podcast, dove la puntata media in rapporto alla soglia di attenzione si aggira tra i 15 e i 12 minuti, nell’ascolto di un audiolibro su Audible, ci assestiamo su un valore di 27 minuti, quasi il doppio.
Addio carta? No, ma la voce sta riscrivendo il nostro modo di conoscere e il business lo sa.