Intervista all’Avvocato Alessandro Vercellotti e video intervista completa sulle tematiche più attuali del digitale
Il web è spesso percepito come uno spazio senza regole, dove tutto è permesso: contenuti virali, utilizzo indiscriminato dell’AI, condivisione di idee e critiche senza limiti. Ma è davvero così? Ho avuto il piacere di chiederlo ad Alessandro Vercellotti, l’Avvocato del Digitale, per fare chiarezza su responsabilità, rischi legali e luoghi comuni da sfatare. Di seguito un estratto degli argomenti affrontati e il link alla video intervista completa.
“La rete non è un territorio senza regole – spiega Vercellotti – ogni azione online ha conseguenze reali, e la responsabilità ricade sempre sul proprietario dell’asset, non sullo strumento”.
Inizia così la nostra intervista che ha come obiettivo fare chiarezza e offrire alcune tips utili da usare fin da subito. Tra diritti digitali, social media come strumento di creazione contenuti e opportunità di critica, utilizzo dell’intelligenza artificiale con consapevolezza e tre tips utili da applicare fin da subito, abbiamo trascorso un’ora di riflessione e approfondimento educativo.
Tra i concetti chiave emersi la necessità di formazione e aggiornamento delle competenze unito a una strategia chiara e precisa che ci deve portare a una visione generale e all’utilizzo consapevole e responsabile del digitale.
Spesso il fatto di avere uno smartphone o di associare il web a qualcosa di immediato e veloce fa perdere di vista la capacità critica, soprattutto se pensiamo ai commenti che vengono postati, che molto spesso sfiorano o addirittura diventano diffamatori – spiega Vercellotti – E allo stesso tempo a focalizzarci di più sull’azione del postare più che sulla strategia generale.
Ma andiamo con ordine, e partiamo da una frase chiave “la gratuità non esiste nel web” e con questo concetto possiamo racchiudere il senso di tutta l’intervista, a partire dai diritti digitali, dalla formazione necessaria e dall’utilizzo del mezzo. Non è gratuito, gli strumenti per l’analisi dei dati e delle metriche hanno un costo, la formazione necessaria per utilizzarli e costruire contenuti, non solo interessanti, ma anche conformi alla legge, ha un prezzo e la tutela e protezione del brand altrettanto. Saper comunicare correttamente nel digitale significa avere una strategia chiara non solo nell’ottica di posizionamento e valorizzazione, ma anche da quello della tutela e protezione del brand. Il punto è che oggi abbiamo bisogno di comunicare correttamente secondo regole precise “Il digitale non è il far west” e saperlo fare non è scontato.
Il prodotto realizzato, ovvero il contenuto confezionato e la sua distribuzione richiedono controllo qualità, verifica di conformità e validazione perché anche il diritto di critica cessa laddove arrechiamo danno; la creatività finisce laddove non stiamo rispettando un diritto d’autore o di intelletto; e l’utilizzo di marchi finisce laddove non abbiamo l’autorizzazione per l’utilizzo in quel preciso messaggio (che rischia di essere manipolazione, confondere il pubblico o generare parassitismo). Ecco perché la strategia chiara, una visione d’insieme dei contenuti, il messaggio chiave e un piano editoriale ben organizzato è garanzia di qualità: significa presentare e interconnettere autorizzazioni, contesto corretto e unire consapevolezza e responsabilità alla costruzione di contenuti. Che, come spiega puntualmente Vercellotti, in un mercato saturo di contenuti, la correttezza e l’efficacia raggiunge la nicchia più corretta, senza dover dipendere esclusivamente da algoritmi. Saper creare un prodotto contenutistico di qualità non significa però saperlo anche distribuire correttamente nel web, tantomeno gestirlo in maniera conforme senza avere approfondito tutte le interconnessioni in maniera omnicanale. Serve una revisione, un controllo qualità, la verifica di conformità e la validazione che oggi non possono essere centralizzate, ma devono essere distribuite nelle varie competenze verticali sempre più necessarie. Perché, come è stato ricordato più volte nell’intervista ci vogliono anni per costruire una reputazione solida e un posizionamento autorevole e pochi minuti per entrare in una crisi. E il web, come ben sappiamo, non dimentica.
Per vedere la video intervista completa, un’ora di approfondimento, link