La propensione al digitale di pubbliche amministrazioni (PA) e cittadini in Italia cresce, come è cresciuta dello 0,5% nel 2015 la spesa delle PA per le tecnologie digitali per un totale di 5,6 miliardi di euro, ma c’è ancora strada da fare e tanto da investire, in termini di risorse ma anche di cultura.
Insomma, bisogna crederci.
Si possono leggere anche così i risultati della ricerca 2016 dell’Osservatorio Agenda digitale della School of Management del Politecnico di Milano, presentata lunedì a Roma durante il convegno “Pubblico e Privato: un patto per l’Italia digitale”, e realizzata in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid).
Dall’analisi dei vari indicatori del Digital Economic and Society Index (Desi) – l’Indice della Commissione europea che monitora e misura l’evoluzione digitale degli Stati membri nell’economia e nella società – emerge una relazione direttamente proporzionale tra livello di digitalizzazione di un Paese e il suo progresso in termini economici, di rispetto della legalità, di crescita sociale.
Sono i Paesi che dal 2013 in poi, secondo l’analisi dell’Osservatorio, hanno investito di più sul digitale ottenendo miglioramenti non solo nel Pil ma anche nel Social progress Index, nella classifica Doing Business e nel CorruptionPerception Index.
L’Italia, nonostante molto sia stato fatto nel 2016 per rendere il Paese più digitale, come sostiene Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico, deve ancora lavorare per salire nel ranking Desi che misura il livello di attuazione dell’Agenda digitale.
Il Paese e è 25° su 29, piazzandosi al 18° posto per digitalizzazione delle PA, al 21° per digitalizzazione dell’industria, al 25° per competenze digitali, al 28° per connettività.
Banda larga
Su questo fronte, in particolare, l’Italia è in ritardo, con il 44% delle delle abitazioni raggiunte nel 2015 dalla banda larga fissa ad almeno 30 Mbps (Megabit per secondo). Nonostante il miglior tasso di crescita – + 115% – nella copertura a 30Mbps dal 2014 a oggi registrato dal Paese in ambito Ue, e nonostante l’obiettivo del governo di coprire entro il 2020 il 100% della popolazione a questa velocità, l’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi dell’Unione vicini, non solo geograficamente, come Francia, Germania ma anche Polonia, Regno Unito e Spagna.
Sempre sul piano della connettività, esistono differenze interne tra Regioni, nonostante tutte abbiano una strategia definita di attuazione dell’Agenda digitale. Rimane bassa in generale, la domanda di connettività: solo il 3% delle abitazioni “coperte” da banda larga a 30 Mbps la utilizza, e solo lo 0,5% usa la banda a 100 Mbps.
Spid, Anpr, PagoPA
E come va con i 3 progetti infrastrutturali nei quali Agid è impegnata in primo piano: il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) e il sistema di pagamenti elettronici PagoPA?
Se l’Anpr risulta sperimentata in 26 comuni pilota per circa 6 milioni e mezzo di cittadini coinvolti, PagoPA raccoglie ad oggi 9500 amministrazioni e 90 prestatori di servizi per quasi 600mila transazioni effettuate.
Spid, che in prospettiva consentirà l’accesso unico ai servizi delle PA grazie alla piattaforma Italia login, conta a 7 mesi dal suo avvio oltre 130mila identità digitali erogate. Ma il 75% dei comuni italiani oggi, osserva Giuliano Noci, responsabile scientifico dell’Osservatorio, ancora non offre servizi online che richiedano un’autenticazione digitale.
Premio “Agenda digitale”
Si tratta, come si diceva, di investimenti ma anche di cultura.
E i premi “Agenda digitale”, II edizione, assegnati sempre lunedì dall’Osservatorio, per il sostegno alla cultura dell’innovazione digitale nel Paese, fanno ben sperare, visto che sono andati a 3 “best practice” di #pasocial:
– per la categoria “Attuazione dell’Agenda digitale a livello nazionale” il ministero dell’Economia e delle Finanze per la ricetta elettronica-tessera sanitaria;
– per la stessa categoria a livello regionale, la regione Campania con I.Ter Campania;
– per la categoria enti locali, il comune di Bari con il progetto “eGovernment Area Vasta-Metropoli Terre di Bari.