Potenziamento dei sistemi mobile e pagamenti digitali, dematerializzazione di processi e documenti, progetti di incrementazione delle infrastrutture tecnologiche. Sono i primi tre posti della “top ten” delle priorità d’investimento nell’Information and communication technology (Ict) delle banche italiane per il 2017.
La fotografia è stata scattata dal tredicesimo rapporto messo a punto da ABI Lab, il centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana.
Nella classifica degli investimenti in Ict, dalla quarta posizione in poi, trovano posto:
- la gestione della cybersecurity, 63%;
- l’integrazione dei canali, 56%;
- le iniziative di data governance e data quality, 52%;
- il potenziamento dei canali remoti, Internet e mobile banking in particolare, con attenzione agli aspetti di sicurezza, 48%;
- l’automazione dei processi, 41%.
Anche sul versante della ricerca e dello sviluppo, i progetti considerati prioritari dalle banche riguardano anzitutto le nuove forme di assistenza e interazione con il cliente, 59%, la gestione e la mitigazione del rischio cyber, 52%, l’integrazione fra canali, mobile e digital payment, 52% e la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche, anche in ottica di cloud computing, 44% e blockchain, 41%.
Resta alta la guardia delle banche anche su l’identificazione da remoto del cliente, il potenziamento delle reti Intranet, dell’intelligenza artificiale e del robotic process automation.
Il rapporto è stato condotto su un campione che rappresenta circa l’80% del settore bancario in termini di dipendenti, a cui si aggiungono quattro tra i principali outsourcer interbancari che gestiscono i sistemi informativi di più trecento banche, per circa settemila sportelli complessivi.