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La PA sempre più digitale e innovativa: a dirlo è l’FPA Annual Report 2022

È stato presentato venerdì il nuovo Report di FPA – Forum PA che ogni anno fa il punto sulla situazione del paese, analizzando il lavoro nella pubblica amministrazione insieme ai suoi livelli di digitalizzazione e innovazione. Nello specifico dalla sintesi delle ricerche svolte durante l’anno emergono 6 punti di analisi:

  • Lavoro pubblico e cambiamento organizzativo
  • Trasformazione digitale
  • Transizione verde
  • Programmazione europea
  • Sanità pubblica
  • Scuola e istruzione

In questi, un punto d’attenzione è andato in particolare al lavoro e al cambiamento organizzativo che anche all’indomani del PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione, si è verificato all’interno delle pubbliche amministrazioni. Un PIAO da cui si cerca di trarre un valore pubblico a partire dall’integrazione con altre linee programmatiche, come ha ben sottolineato nel Report il professore Enrico Deidda Gagliardo.

Il dato interessante nel Report di FPA ce lo restituisce la ricerca sul lavoro, in cui emerge una PA più attrattiva per il 64% degli intervistati di cui “il 22% perché pensa che nell’attuale contesto la PA possa offrire un’esperienza professionale importante e il 44% per la stabilità occupazionale”. Un’inversione di tendenza, in particolare, tra i più giovani che ora credono che la PA possa offrirgli un’esperienza professionale interessante, in linea con la volontà di contribuire alla creazione di valore pubblico come indica Mauro Tommasi nel Report, e non solo un posto fisso con cui risolvere l’incertezza della modernità (per dirla con Bauman).

La PA diventa più giovane non solo grazie ad una maggior aspirazione di lavoro da parte delle fasce meno adulte, ma anche grazie allo sblocco del turnover e la spinta al pensionamento anticipato di Quota 100. Anche se i risultati di tutto questo sono ancora poco visibili come sottolinea il Report: “l’età media dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici si attesta ancora intorno ai 49,9 anni; i giovani under 35 sono meno del 10%, le donne sono il 58,8%, ma nelle cariche apicali solo un terzo e tra gli incarichi direttivi solo il 28%”.

Aumenta la percentuale di laureati che vede, però, titoli principalmente di tipo economico-giudiziario, producendo così un disallineamento tra i titoli di studio posseduti e le professionalità richieste dal PNRR.

Una PA, dunque, più SMART, si potrebbe riassumere, ma con tanta strada ancora da fare, sfruttando al meglio anche i fondi del PNRR.

L’Annual Report di FPA è disponibile qui.

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