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La rivoluzione digitale è umana, un libro spiega come la tecnologia da sola non basta a ripensare l’azienda

Un game change, ovvero un elemento che cambia le regole del gioco per le organizzazioni. Con queste parole viene descritto il digitale all’interno del libro The Human side of Digital, edito da Guerini Next e scritto a sei mani da Chiara Colombo, Alessandro Donadio, Annalisa Galardi, Valentina Marini, Vittorio Migliori e Luca Solari.

Tema centrale del libro, la comunicazione digitale, che costituisce oggi per le aziende un’occasione per ripensarsi non solo nel rapporto con i clienti ma anche al proprio interno. Inserire il digitale nell’organizzazione non vuol dire infatti solo dotarsi di una o più piattaforme, ma capire come fare leva sulle potenzialità di queste per rinnovarsi e sfruttare il capitale inespresso dell’azienda. Il digitale senza l’umano rischia infatti di essere un’operazione sterile, incapace di generare il vero cambiamento che i tempi richiedono. Nell’ambito della formazione, del recruitment delle risorse umane, degli spazi lavorativi, e della progettazione manageriale, il digitale deve diventare il protagonista e invadere le aziende a 360 gradi, a patto che lo si concepisca nella giusta accezione, ovvero come un mezzo, una spinta per sperimentare e progettare nuove forme di lavoro, capaci di mettere al centro le persone ed il capitale umano.

Il libro affronta la tematica del total learning: l’idea che all’interno della knoledge society sempre connessa, anche la formazione non sia un evento puntuale e sporadico, ma una predisposizione perenne dell’individuo. “Le modalità di apprendimento – afferma Annalisa Galardi, che tra gli autori del libro si è occupata di questa area del testo – non sono più top-down, ma sono legate soprattutto a quello che posso imparare insieme agli altri e dagli altri. I legami sono quindi orizzontali e le connessioni aperte. In questo senso – continua Annalisa Galardi – il compito del manager è quello di creare e progettare, grazie al digitale, un ambiente formativo immersivo, all’interno del quale il dipendente sia messo nelle condizioni di dare il proprio contributo e far sentire la propria voce”.

Proprio in questo ambito il tema dei social legato alle tecnologie e al digitale diventa cruciale: “Le persone – sostiene Annalisa Galardi – sono sempre meno abituate a recepire informazioni in maniera unidirezionale e impegnando un tempo lungo. L’utilizzo di una app o di un social network per fare formazione all’interno di un contesto lavorativo, per esempio, può essere molto utile: i dipendenti si sentono spinti a condividere, intervenire, commentare, come accade nella vita privata. Il tutto diluito in pillole di apprendimento frequenti”.

The Human Side of Digital è quindi un libro che invita il manager, attraverso esperienze differenti e casi di studio concreti, a cogliere le energie positive che il digitale sta liberando e a creare le condizioni per farlo fruttare in maniera autentica all’interno della propria organizzazione.

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