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“L’annunciazione dell’amore” di Cifariello, selezionata per il restauro grazie a una votazione online sul sito di Coop Alleanza 3.0, viene presentata oggi con un live sulla pagina Facebook della Città metropolitana di Bari

Sarà presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che verrà trasmessa in diretta alle 11.00 sulla pagina Facebook della Città metropolitana di Bari, il restauro de L’annunciazione dell’amore di Filippo Cifariello, opera di proprietà della Pinacoteca metropolitana “C. Giaquinto”, finanziato da Coop Alleanza 3.0. La scultura in gesso dell’artista molfettese, infatti, ha vinto la tappa pugliese di Opera Tua, il progetto promosso da Coop Alleanza 3.0, patrocinato anche dal Touring Club Italiano, finalizzato a sostenere la cultura attraverso la valorizzazione e il recupero di opere d’arte espressione di diversi territori e realizzate da artisti legati a varie regioni d’Italia. La scultura è stata selezionata grazie ai voti ricevuti online sul sito di Coop 3.0.

Interverranno Francesca Pietroforte, consigliera metropolitana delegata alla Cultura, Ico, Biblioteca e Musei, Maria Grazia Magenta, dirigente del servizio Beni e Attività artistiche e culturali della Città metropolitana di Bari e, con un videomessaggio, Lorenzo Marzulli, presidente Soci Coop Alleanza 3.0 (Area Bari-Matera) ed Enrico Bressan, presidente della società Fondaco Italia.

Le opere da restaurare sono state scelte dalla Fondaco Italia, società attiva nella valorizzazione dei beni culturali, in collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco e le istituzioni locali e poi votate online sul sito di Coop Alleanza 3.0.

L’annunciazione dell’amore – scelta dal 71% dei votanti con ben 22.294 voti – fu realizzata Filippo Cifariello (1864 – 1936) alla fine del 1800 e presentata alla Biennale di Venezia del 1899. Si tratta di un gruppo per fontana la cui versione in marmo si trova in un museo di Boston, mentre il bronzo fu acquistato e collocato nel giardino di una villa privata di Napoli. Il gruppo scultoreo fa parte di una raccolta di quarantatré gessi, quasi tutti modelli originali, che nel 1934 lo scultore donò all’allora Pinacoteca Provinciale di Bari.

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