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Latiano, un Comune dove le info viaggiano su WhatsApp e Telegram

Integrare la comunicazione pubblica attraverso sia WhatsApp che Telegram. E’ quello che accade a Latiano, comune di circa 15mila abitanti in provincia di Brindisi, che nel giro di pochi mesi ha attivato il servizio WhatsApp per spedire le informazioni utili direttamente sullo smartphone dei cittadini e nei giorni scorsi ha aperto anche un canale Telegram per ‘sfogliare’ l’albo pretorio in tempo reale da mobile. Il tutto per incentivare la partecipazione dei cittadini ed essere al passo con i tempi, come racconta Michele Locorotondo, assessore con delega (tra le altre) all’amministrazione digitale.locorotondo

Come nasce la nuova comunicazione del Comune di Latiano, attraverso una pianificazione per ‘spostare’ sempre più le informazioni dell’amministrazione sui canali social oppure è frutto dell’intraprendenza dell’assessore?

Entrambe le cose. Da un lato esiste sicuramente una pianificazione amministrativa nel momento in cui viene istituito un assessorato all’amministrazione digitale che vuol dire credere in questo tipo di percorso. Al tempo stesso l’assessore di riferimento, secondo le proprie attitudini personali, fa di tutto affinché il percorso porti a utilizzare nuovi strumenti, all’informatizzazione e dematerializzazione dei documenti e a incentivare la partecipazione attiva dei cittadini attraverso canali innovativi di comunicazione.

Quale è il percorso portato avanti dal Comune di Latiano?

Siamo un’amministrazione ‘giovane’, al lavoro da meno di un anno, e che opera in un contesto limitato dal punto di vista economico e finanziario ma che volendo fare qualcosa per migliorare la comunicazione, è andata a individuare tutti quegli strumenti a costo zero che ci potessero consentire di entrare a contatto con la cittadinanza. La tecnologia oggi ci mette a disposizione tanti strumenti, è in realtà il campo più facile per operare a costo zero. Attraverso Facebook, WhatsApp e Telegram, abbiamo cercato di impostare alcune funzionalità per accrescere il servizio pubblico. Siamo partiti dal potenziamento della pagina Facebook dove contiamo circa 2000 iscritti e alcuni post raggiungono 12mila contatti. E’ evidente che attraverso questi strumenti si raggiungono fette della popolazione con cui altrimenti non riusciresti a interagire. Poi abbiamo attivato nell’ottobre scorso, il servizio “WhatsApp Latiano” interattivo e unidirezionale (anche se quando qualcuno ci scrive, cerchiamo di dare risposte e aiuto) dove inviamo info di pubblica utilità come il meteo, le iniziative, le farmacie di turno e non solo: sta avendo infatti molto successo un servizio che noi chiamiamo ‘eccellenze latianesi’. Quando un nostro concittadino raggiunge risultati importanti e fa conoscere Latiano, noi lo raccontiamo sul sito internet del Comune e poi lo mandiamo ai circa 500 iscritti che contiamo ad oggi su WhatsApp. Per noi si tratta di un servizio di comunità.

A WhatsApp avete affiancato da poco anche il servizio Telegram. Come si differenziano i due canali?

Ci serviva un servizio più istituzionale e abbiamo scelto Telegram: praticamente chi si registra al canale Città di Latiano viene informato in tempo reale con un messaggino ogni volta che viene pubblicato un atto all’Albo pretorio. Abbiamo preso quanto di più formale possa produrre un’amministrazione ovvero gli atti dell’Albo pretorio con l’intento di renderli smart attraverso Telegram. Per realizzarlo abbiamo sviluppato un bot, per cui ringrazio i nostri cittadini attivi Giuseppe Spirito e Simone Versienti che si sono messi a disposizione a costo zero per la cittadinanza.

Quali sono i risultati di Telegram?

In meno di 10 giorni abbiamo un centinaio di iscritti e punte di 150 visualizzazioni: un risultato più che positivo perché grazie a questo servizio oggi abbiamo 100 cittadini più informati su quello che fa l’amministrazione.

Avete altri progetti si sviluppo in ponte?

Di idee da sviluppare con Telegram ne abbiamo tante, mi piacerebbe ad esempio attivare un canale per la raccolta differenziata dove si scrive la tipologia di rifiuto e automaticamente viene indicato dove va conferito. Di fondo c’è l’idea di andare avanti su questo percorso perché attraverso i nuovi strumenti si può informatizzare, dematerializzare e rendere più trasparente la pubblica amministrazione e incentivare la partecipazione attiva dei cittadini.

 

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