Il latte non viene digerito, porta sostanze inquinanti nell’organismo, favorisce infezioni e allergie: questi e altri falsi miti, correndo su web e social, anche se smascherati da nutrizionisti ed esperti, negli ultimi anni hanno determinato una crescente disaffezione per questo alimento, con potenziali rischi – questa volta veri – per la salute, soprattutto di bambini e ragazzi.
Se, dunque, il caso latte è risolto dal punto di vista scientifico, lo è molto meno sul piano dei comportamenti: in una situazione di tendente ripresa dei consumi agroalimentari nel Paese (oltre un punto percentuale l’anno), il lattiero-caseario è l’unico settore con la spesa ancora in calo nel 2017 (-0,7% rispetto ai primi nove mesi del 2016), anche se crescono segmenti di mercato come il biologico, il latte ad alta digeribilità e i formaggi freschi. In Toscana il settore conta 681 imprese (594 solo di allevamento bovini e produzione latte) con 3.855 addetti (dei quali un migliaio negli allevamenti).
Di questi dati, degli aspetti nutrizionali e della filiera produttiva di settore si discuterà domani, mercoledì 11 aprile, alle 14 nel corso di una tavola rotonda organizzata dalla Camera di commercio di Firenze nel proprio auditorium con PromoFirenze e il patrocinio della Regione Toscana, nell’ambito del Programma Latte nelle scuole, finanziato dall’Unione Europea e realizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF), in collaborazione con Unioncamere e il supporto scientifico del Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione (CREA). Parteciperanno il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, la vicesindaca di Firenze Cristina Giachi, la referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio scolastico regionale Lucia Corti. Nella tavola rotonda moderata dal giornalista Lorenzo Galli Torrini interverranno nutrizionisti, ricercatori, imprenditori della filiera lattiero-casearia.