di Chiara Riccardi
La trasmissione di video live e on-demand è ad oggi una prassi consolidata nel web.
Importante, in tal senso, l’influenza dei più grandi social network: Facebook, Twitter con Periscope e ormai anche Instagram permettono agli utenti di comunicare con video in tempo reale ma consultabili nel tempo. E sempre più users ne fanno uso, siano essi soggetti privati, aziende o pubbliche amministrazioni.
Di questa crescita esponenziale è difficile reperire dati numerici, proprio per la repentinità che l’ha caratterizzata e la caratterizza. Ma resta il fatto che la sempre maggiore semplificazione del servizio live di molti social è sufficiente per capire quanto Mark Zuckerberg e colleghi puntino su questa risorsa.
Anche nel mondo delle pubbliche amministrazioni si usa sempre più trasmettere video live o caricarli on-demand, soprattutto per i consigli comunali.
Spinti da esigenze dovute alla trasparenza amministrativa, le amministrazioni locali si sono e si stanno attrezzando per trasmettere in tempo reale il momento principale della vita politica dei comuni.
L’evoluzione è stata notevole. Le prime soluzioni erano alquanto primordiali: spesso accadeva che il video della diretta non partisse, o che la trasmissione del consiglio comunale si interrompesse a metà. Anche la scelta dell’apparecchiatura idonea non era semplice, tanto che spesso si optava in modo inesperto per sistemi molto costosi, quasi da produzioni televisive ‘vecchia maniera’.
Nonostante i disguidi, i cittadini hanno apprezzato l’intento delle loro amministrazioni di aprirsi alla comunità e hanno iniziato a partecipare attivamente, portando ad un solido incremento del numero di visualizzazioni di questi eventi.
Si è entrati così in un circolo virtuoso, per cui a tale incremento si è risposto con uno studio approfondito dei sistemi di trasmissione, che si sono sviluppati nel nome della semplificazione e della funzionalità.
Se molti comuni si servono ancora del ‘solito’ Youtube o servizi similari cone Vimeo, altrettanti stanno affidando sempre più le loro dirette a piattaforme streaming innovative. È il caso, ad esempio, dei comuni di Assisi (PG) e Senigallia (AN), che ne hanno tratto importanti vantaggi in termini di organicità della comunicazione trasparente con i cittadini.
Piattaforme come CiviCam, infatti, consentono con un’unica licenza di avere più servizi. La trasmissione in diretta di un evento è valorizzata da un dettaglio non trascurabile: la navigazione al proprio interno. L’utente può scegliere, infatti, cosa vedere in base ai suoi interessi. E può anche approfondire l’argomento, ritornarci in un secondo momento, grazie all’archiviazione ottimizzata e indicizzata.
«Trasmettevamo già in streaming i consigli comunali – dice l’assessore alla trasparenza ed innovazione tecnologica del Comune di Senigallia Chantal Bomprezzi – ma era solo un semplice sistema di trasmissione senza alcun tipo di indicazione per il cittadino che ne doveva usufruire. Vedere un video molto lungo senza sapere cosa si sta vedendo e senza la possibilità di spostarsi al suo interno in maniera veloce, magari per rivedere il punto all’ordine del giorno di proprio interesse o ascoltare in modo immediato il proprio rappresentante, non aveva senso. Abbiamo pensato quindi di utilizzare la piattaforma CiviCam, che permette all’utente di ritrovare velocemente ciò che gli interessa. Il tutto in una piattaforma al passo con i tempi per quanto riguarda UX e UI. Questo sistema ci ha permesso anche di iniziare a trasmettere tutte le commissioni consiliari e altri eventi che effettuiamo all’interno delle sale dei vari palazzi comunali, facendo crescere sempre di più le visualizzazioni e la partecipazione in torno al consiglio comunale».
Sempre con un’unica licenza, CiviCam consente la messa in diretta e la condivisione di qualsiasi altro evento che la pubblica amministrazione voglia trasmettere, permettendo all’ente di far conoscere le proprie locations, spesso con ritorni anche a livello di immagine e di turismo.
Tuttavia, se da un lato le sofisticate tecnologie di queste piattaforme hanno di fatto annullato le distanze tra cittadini e politica, dall’altro pagano ancora un problema annoso per tutto il territorio italiano: la mancanza di connessioni adeguate in quasi tutte le province di Italia.