0%

Liberi professionisti e formazione: i risultati di una ricerca di Twenix

Skilling, reskilling, upskilling: acquisizione, riqualificazione, miglioramento verticale delle competenze. Una triade diventata quasi un mantra nel mondo del lavoro di oggi. Sempre più, infatti, lo sviluppo professionale ruota attorno al conseguimento e all’aggiornamento di conoscenze e abilità che permettano di confrontarsi con un mercato in continuo cambiamento e rispondere prontamente a nuove sfide e responsabilità.
Il bisogno di lavorare sulle competenze professionali è un’emergenza di portata internazionale. Lo riferisce il World Economic Forum, rilanciando a sua volta una stima dell’Ocse: oltre un miliardo di persone – quasi un terzo della forza lavoro globale – dovrà aggiornare le proprie competenze entro il 2030.

Secondo i dati raccolti da un’indagine Ocse, in Italia il 70% delle persone adulte non partecipa a percorsi di formazione: ben 20 punti percentuali sopra il tasso medio di disimpegno nei Paesi appartenenti all’area Ocse. Un dato che non coincide con le tendenze di un mercato del lavoro e di una società che viaggiano a ritmi sempre più veloci e in cui la formazione continua o permanente, la cosiddetta lifelong learning, è ormai il modello di riferimento per stare al passo.

Mantenersi competitivi sul mercato è sicuramente una priorità per i tanti liberi professionisti che gestiscono in autonomia la propria attività lavorativa, e, per assicurarne il rendimento, devono preoccuparsi di aggiornare e ampliare costantemente il proprio ventaglio di competenze.
Rispetto al passato, in cui le possibilità di apprendimento si svolgevano in contesti tradizionali, oggi le opportunità di formazione, anche per i lavoratori autonomi, sono decisamente più numerose, complice la spinta al rinnovamento portata dall’emergenza sanitaria: “A seguito della pandemia, e di tutte le necessità che si sono venute a creare collateralmente, si è verificata una crescita esponenziale di soluzioni che permettono di accedere a programmi formativi tramite digitalizzazione. Questo progresso è importante per due ragioni fondamentali: permette alle persone di formarsi nei campi più vari ovunque e in qualsiasi momento; consente di offrire un’esperienza sempre più sartoriale che tiene conto dei punti di forza, di debolezza, degli interessi e degli obiettivi di ciascun utente. Questo fa sì che tanto i liberi professionisti quanto i lavoratori dipendenti possano intraprendere un percorso di crescita costante e progressiva andando a migliorare in maniera mirata le soft skills in cui si ritengano più carenti attraverso metodi innovativi, personalizzati e soprattutto efficaci” commenta Tommaso Certo, Head of Sales di Twenix, azienda impegnata nel settore EdTech che offre percorsi formativi in inglese a imprese e professionisti, che ha realizzato un white paper sugli autonomi e la formazione.

Un’attività svolta in regime autonomo, in particolare, per la sua natura imprenditoriale, richiede capacità ad ampio spettro, tra cui: business management; leadership e teamwork; abilità comunicative di interazione e negoziazione (con clienti, collaboratori, partner); problem-solving; gestione del tempo e organizzazione; pensiero strategico e pianificazione.
Proprio su questi aspetti si concentrano gli sforzi formativi dei liberi professionisti, come confermano i dati raccolti sui percorsi di formazione più richiesti in Italia sulla piattaforma Twenix.

Ultimi articoli

Toscana digitale, crescita a due velocità: occupati +74% ma carenza di competenze al 68%

Piano Scuola Digitale: la strategia della Regione Friuli Venezia Giulia per la scuola del futuro

1Nessuno100Giga: La Sicilia si connette alla sicurezza digitale

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content