I giovani sono ipertecnologici, non è una novità. Il 98% tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone tutto suo, 5 adolescenti su 10 dichiarano di trascorrere da 3 a 6 ore extrascolastiche con il proprio device in mano. 95 adolescenti su 100 hanno almeno un profilo sui social network e la maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5/6 profili, insieme a 2/3 app di messaggistica. Ipertecnologici e iperconnessi dunque.
E’ la fotografia che emerge da uno studio curato dall’Osservatorio nazionale adolescenza, condotto su 8.000 ragazzi a partire dagli 11 anni d’età.
Ma quali sono gli effetti di questo “vivere sulla Rete”? Soprattutto, quali quelli negativi, che possono portare a vere e proprie patologie?
Partiamo dal “likeaddiction”. I giovani raggiungono l’approvazione con like e follower: per circa 5 su 10 è normale condividere tutto quello che si fa, comprese foto personali e private, mettendo tutto nella loro vetrina social e sottoponendolo alla severa valutazione della macchina dei ‘mi piace’. Per oltre 3 adolescenti su 10 è importante il numero dei like ricevuti, che accrescono l’autostima, la popolarità e quindi la sicurezza personale. Ovviamente, vale anche il contrario, tanto che il 34% ci rimane molto male quando non si sente apprezzato.
C’è poi il “vamping”, la moda degli adolescenti di trascorrere numerose della notte sui social media.Vera e propria abitudine, come denuncia l’Osservatorio. 6 ragazzi su 10 dichiarano di rimanere spesso svegli fino all’alba a chattare, parlare e giocare. Altra tendenza che accomuna tutti i ragazzi è di tenere a portata di mano il telefono quasi tutto il giorno, notte compresa, fino al 15% che si sveglia quasi tutte le notti per leggere le notifiche e i messaggi ma soprattutto per non essere tagliati fuori. E’ un’altra patologia emergente legata all’abuso dello smartphone: la fear of missing out (Fomo).
Il terrore di rimanere senza telefono o senza connessione a Internet è la nomofobia, da no-mobile. Quasi 8 adolescenti su 10 temono che si scarichi il cellulare o non prenda quando sono fuori casa e tale condizione nel 46% dei casi genera ansia e fastidio.
Ragazzi e selfie, sono un tutt’uno. Sono disposti a fare qualsiasi cosa pur di ottenere like, il 13% ha seguito addirittura una dieta per piacersi di più negli autoscatti. Il dato più allarmante è che circa 1 adolescente su 10 fa selfie pericolosi in cui mette anche a repentaglio la propria vita e oltre il 12% è stato sfidato a fare uno scatto estremo per dimostrare il proprio coraggio.
Infine i “challenge” o “sfide social”, quelle catene che nascono sui social network in cui si viene nominati o chiamati a partecipare da altri attraverso un tag.Lo scopo è postare un video o un’immagine richiesta per poi nominare altre persone a fare altrettanto, diffondendosi a macchia d’olio nel web, anche nell’arco di poche ore. Circa 2 adolescenti su 10 hanno partecipato ad una moda a catena sui social e il 50% ha avuto una nomination. Circa 1 su 10 ha preso parte a una catena alcolica sui social network, con la finalità in genere di bere ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo e nei luoghi o posizioni più improbabili, altri hanno fatto selfie mentre vomitavano o in condizioni vicine all’intossicazione alcolica.
Concludono il report le mode in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale, a cui aderiscono 5 ragazze su 100, favorendo lo sviluppo di patologie nella sfera alimentare.