Il panorama universitario italiano ed internazionale è sempre più plasmato dalla necessità di formare professionisti capaci di guidare l’innovazione tecnologica e sociale. Le facoltà che attraggono il maggior numero di studenti, e che offrono le migliori prospettive occupazionali, sono quelle che intercettano i megatrend del futuro, come la digitalizzazione, la sostenibilità e l’analisi dei dati.
Discipline STEM: informatica e ingegneria
In prima linea nel fronte dell’innovazione si collocano le discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). L’area dell’Ingegneria Industriale e dell’Informazione (che include specializzazioni come Informatica, Meccanica, Gestionale e Robotica) e quella dell’Informatica e Tecnologie ICT si confermano i motori di questa trasformazione. Secondo i dati AlmaLaurea, ad esempio, a cinque anni dal conseguimento del titolo, i laureati in Informatica e Tecnologie ICT registrano un tasso di occupazione eccezionalmente elevato, che si attesta intorno al 95,6%, con l’Ingegneria che segue a ruota. I laureati in Ingegneria rappresentavano, solo pochi anni fa, circa il 14% del totale dei laureati in Italia, a testimonianza della popolarità di questo percorso che prepara figure chiave per l’automazione, l’Intelligenza Artificiale e le telecomunicazioni.
Economia e statistica in ascesa
Non è solo la tecnologia a trainare l’interesse. Anche le facoltà di Economia e Statistica stanno vivendo una notevole evoluzione in chiave innovativa. L’integrazione con l’analisi dei Big Data e la Fintech (tecnologia finanziaria) rende queste discipline strategiche per la gestione e la creazione di nuovi modelli di business. L’area disciplinare giuridica, economica e sociale, grazie soprattutto ai corsi di laurea in Economia, è tra le più gettonate in Italia, arrivando a coprire circa il 35,4% delle immatricolazioni totali in alcuni recenti anni accademici. Anche in questo settore, il tasso di occupazione per i laureati magistrali si mantiene molto alto, superando il 91% a cinque anni dalla laurea, un chiaro segnale di come le competenze economiche unite al problem-solving siano considerate essenziali per l’innovazione in azienda.
Architettura e ingegneria civile si evolvono
Infine, anche percorsi più tradizionali come Architettura e Ingegneria Civile stanno evolvendo per abbracciare i temi della sostenibilità e dell’efficienza energetica. La necessità di sviluppare infrastrutture smart e città sostenibili mantiene alta la domanda di questi professionisti. Sebbene si sia registrato un leggero calo di immatricolazioni in alcuni anni, i laureati in Architettura e Ingegneria Civile continuano a godere di ottime prospettive occupazionali, con un tasso di occupazione che si aggira intorno al 93,6% a cinque anni dal titolo, confermando il ruolo cruciale di queste facoltà nell’innovazione legata al territorio e all’ambiente costruito.
Gli stipendi
L’investimento in termini di tempo e risorse in questi percorsi di studi innovativi viene ripagato anche da una significativa crescita retributiva. I laureati magistrali in Ingegneria Informatica, ad esempio, percepiscono in media una retribuzione mensile netta che, già a un anno dal titolo, supera i 1.780 euro. Questa cifra non è statica: a cinque anni dalla laurea, lo stipendio medio netto per questi professionisti fa registrare un salto notevole, attestandosi intorno ai 2.200 euro mensili. Anche i laureati in Informatica e Tecnologie ICT si posizionano al vertice di questa classifica, con stipendi che a cinque anni dal conseguimento del titolo arrivano a superare i 2.220 euro netti mensili, in linea con i colleghi ingegneri.