IoT e M2M. Due acronimi dei quali sentiremo parlare sempre di più. Il futuro della Rete sarà di Internet of Things e Machine-to-Machine.
E’ un’evoluzione che si colloca in un quadro tecnico dinamico, caratterizzato dallo sviluppo di nuovi servizi che richiedono una sempre maggiore capacità di banda e una migliore copertura del territorio.
Per questo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sullo sviluppo dei sistemi mobili di quinta generazione (5G) e sull’utilizzo di nuove porzioni di spettro al di sopra dei 6 GHz.
Le nuove reti 5G dovranno supportare lo sviluppo di nuovi servizi che si stanno sviluppando in tanti settori, dall’automotive ai trasporti, dalla manifattura all’industria, fino ad arrivare alla sanità, all’agricoltura e a media & entertainment.
L’indagine fa parte di un percorso internazionale partito nel novembre scorso alla Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni con l’avvio degli studi per identificare le bande, oltre i 6GHz, per lo sviluppo dei sistemi mobili avanzati. Anche la Commissione europea ha recentemente lanciato il suo Action Plan 5G, che prevede una roadmap finalizzata alla definizione di una tempistica comune per il lancio in Europa del 5G, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2025 le aree urbane.
L’Agcom si è adeguata al percorso tracciato a livello europeo ed ha avviato l’indagine conoscitiva per indagare le prospettive di sviluppo dei sistemi wireless e mobili verso la 5G a livello nazionale. Con una analisi dell’evoluzione delle architetture di rete, dello sviluppo delle principali applicazioni previste per le nuove reti, i piani di sviluppo sull’uso dello spettro e il grado di interesse del mercato per le bande di frequenza candidate per la quinta generazione.