Ricercatori dell’ETH Zurigo hanno sviluppato un materiale da costruzione stampabile in 3D, che cresce, immagazzina CO₂ sotto forma minerale e si rafforza nel tempo
Un team del Politecnico Federale di Zurigo (ETH) ha creato un nuovo materiale da costruzione “vivente” che non solo si modella tramite stampa 3D, ma cresce e cattura anidride carbonica grazie ai cianobatteri fotosintetici integrati in un idrogel trasparente. Il materiale è costituito da un idrogel poroso ad alto contenuto d’acqua, capace di far passare luce, nutrimenti e CO₂: qui i cianobatteri vivono e proliferano per oltre un anno. Durante i test di laboratorio, in 400 giorni è stata catturata costantemente CO₂, circa 26 mg per grammo di materiale.
Grazie alla fotosintesi, i batteri non solo producono biomassa ma innescano la precipitazione di carbonati solidi, simili al calcare, che induriscono la matrice gel. Questo doppio meccanismo – biomassa + minerali – converte le facciate degli edifici in autentici pozzi di carbonio stabili.
Il prototipo ha già varcato i confini del laboratorio: due strutture a forma di tronchi d’albero, di circa 3 metri di altezza, sono state presentate alla Biennale di Architettura di Venezia e alla Triennale di Milano. Ognuna può legare fino a 18 kg di CO₂ all’anno – l’equivalente di un pino ventennale in clima temperato.
Tra i punti di forza di questo materiale:
- Bioattività continua: il materiale può crescere, autoripararsi e adattarsi;
- Design 3D: adatto a forme complesse e ottimale per spreco zero;
- Isolamento termico: potenzialmente utile come isolante grazie alla presenza d’acqua.
Le principali criticità da affrontare includono:
- Gestione a lungo termine (nutrienti, condizioni ambientali);
- Normative edilizie: servono standard e certificazioni ad hoc;
- Accettazione del settore: tecnici e imprese devono adattarsi alla biotecnologia edilizia.
Se evoluto su larga scala, questo materiale potrebbe trasformare le facciate urbane in filtri biologici, attenuando l’impatto climatico e contribuendo a edifici a bilancio carbone negativo. Un passo avanti nella rivoluzione del green building.
Il materiale vivente dell’ETH di Zurigo apre a una nuova frontiera dell’architettura sostenibile: strutture che crescono, respirano CO₂, si autoriparano e si rafforzano nel tempo. Le installazioni realizzate a Venezia e Milano mostrano che questa tecnologia è già concretamente in viaggio verso un futuro in cui le facciate non sono solo muri, ma organismi attivi al servizio del clima.