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Media education per combattere l’hate speech. Un manuale spiega come

Le parole sono importanti. Soprattutto nell’uso dei media e dei social media. Dove immediatezza e viralità moltiplicano all’infinito la possibilità che un messaggio si diffonda, come accade nei casi di hate speech, il discorso o linguaggio di odio, spesso espressione di pregiudizio, intolleranza, razzismo, e spesso legato al cyber-bullismo.

Ne è consapevole la regione Emilia Romagna, che ha pubblicato sul portale web un manuale per combattere uso e diffusione nella rete, tra i ragazzi, dell’hate speech, e promuovere il dialogo interculturale.

Il “Quaderno di appunti e idee operative per educatori e insegnanti”, così si chiama il manuale, raccoglie l’esperienza di 6 unità sperimentali condotte da docenti, animatori interculturali, mediatori culturali e operatori dei centri giovanili dell’Emilia-Romagna con gli studenti di terza media degli istituti comprensivi di Bellaria e Igea Marina.

Quasi 200 quelli che hanno partecipato al confronto con gli operatori, orientato a capire perché esprimendo opinioni in rete si usa in certi casi un linguaggio così forte e violento. Obiettivo, aiutare i ragazzi a sviluppare consapevolezza e senso critico, per “bannare” una volta per tutte le cause principali del linguaggio d’odio, come false informazioni e l’attitudine al disprezzo della diversità.

Il “quaderno” di consigli agli educatori, infatti, è “figlio” del protocollo sulla comunicazione interculturale per l’inclusione dei cittadini stranieri siglato nel 2014 tra regione e associazioni del territorio: combattere odio, violenza e discriminazione anche attraverso l’uso di un linguaggio sul web che promuova l’integrazione “è il minimo che debba fare chi occupa ruoli di governo”, secondo la vicepresidente e assessora al Welfare della regione Elisabetta Gualmini.

Prodotto con il supporto finanziario del programma Fundamental Rights and Citizenship dell’Unione Europea, il manuale è stato realizzato con Cospe onlus e Centro Zaffiria nell’ambito del progetto europeo BRICkS – Costruire il rispetto su internet combattendo l’hate speech – al quale si ricollega anche la prima ricerca italiana sul tema, “L’odio non è un’opinione. Hate speech, giornalismo e migrazioni”, a cura di Cospe in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e Lsdi, presentata il 21 marzo 2016 in occasione della Giornata mondiale contro il razzismo.

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