Sta riscuotendo successo internazionale l’iniziativa promossa dal Centro Civiltà dell’Acqua e dalla Rete Globale Unesco dei Musei dell’Acqua, che ha sede a Venezia, per realizzare l’inventario mondiale dei Musei dell’Acqua, presentata al nono Forum Mondiale dell’Acqua a Dakar, in Senegal.
Obiettivo del progetto è realizzare un censimento globale non solo dei musei ma anche degli ecomusei, dei musei diffusi e dei cosiddetti centri di interpretazione dei patrimoni acquatici, attraverso il coinvolgimento di istituzioni nazionali e locali.
Sulla piattaforma https://www.watermuseums.net/global-inventory convoglieranno tutte le informazioni e i risultati delle ricerche che i Comitati Nazionali IHP (Intergovernmental Hydrological Programme), le università e i centri di ricerca elaboreranno nel processo di identificazione delle istituzioni impegnate nell’educazione alla sostenibilità dell’acqua.
L’iniziativa, organizzata dalla Rete WAMU-NET (WAter MUseum Global NETwork) al recente Forum Mondiale dell’Acqua, mira ad identificare ed includere, nel progetto di rete dell’UNESCO, non solo nuovi musei dell’acqua, eco-musei e “centri di interpretazione”, ma anche gruppi di educatori e ricercatori impegnati in programmi di “educazione all’acqua” secondo un processo, che potrebbe portare alla creazione di nuove sottoreti di realtà volte a promuovere una “nuova cultura idrica”, come quelle già attive in Cina ed America Latina. Al Global Network of Water Museums (WAMU-NET), la cui sede è a Venezia, aderiscono attualmente 71 realtà, di cui 11 in Asia, 7 in America, 2 in Africa e le restanti in Europa (le affiliate italiane sono 16).