Uno studio ricco di proposte e idee per risolvere il problema del traffico urbano a Genova, sia nell’ambito dell’inquinamento che della viabilità: le linee guida del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) sono state presentate pochi giorni fa dal sindaco Marco Bucci, dal vicesindaco e assessore alla mobilità e al trasporto pubblico locale Stefano Balleari e da Enrico Musso, direttore di Cieli (Centro italiano di eccellenza sulla logistica), a cui il Comune ha affidato il compito di studiare la strategia su cui si potrà sviluppare la mobilità del capoluogo ligure per i prossimi 20 anni.
È un progetto sviluppato sulla base di sei assi di intervento: trasporto pubblico, interconnessione, circolazione privata, mobilità dolce, movimento delle merci, cultura della mobilità. Il quadro strategico preliminare non si limita alla strategia, ma sviluppa anche qualche idea pratica. Come il ride sharing, una app con cui si potrà condividere l’auto privata per piccoli tragitti urbani, e il bike sharing elettrico. Inoltre è prevista una flotta di mezzi elettrici condivisi dai corrieri per le consegne dell’e-commerce.
Di grande interesse la proposta di unificare il pagamento di trasporti e soste attraverso un unico sistema denominato “Genovino”, come l’antica moneta d’oro della Repubblica di Genova. Il sistema sarà disponibile su applicazione smartphone ed è destinata, dopo un primo affiancamento, a sostituire i titoli di viaggio cartacei. I genovini accumulati grazie alla condivisione di auto e bici elettriche potranno essere spesi anche per gli ingressi nei musei cittadini o al Carlo Felice.
Il piano strategico tiene conto del tramonto del “motore termico”, che nel giro di alcuni decenni dovrebbe essere soppiantato da quello elettrico, soprattutto nel trasporto pubblico. Ma la scelta tra i tram su rotaie e bus elettrici su corsie dedicate è ancora in itinere.
Le linee di forza del quadro strategico preliminare si basano su un’efficiente interconnessione tra metropolitana, treno e traffico privato, quest’ultimo nel quadro di una serie di parcheggi di interscambio, piccoli e grandi, che dovrebbero sorgere in prossimità dei caselli autostradali.