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Nuovo Cad, ok del Consiglio dei ministri. Il domicilio digitale è realtà

Con il via libera al nuovo Codice dell’amministrazione digitale, il Governo accelera nell’attuazione dell’agenda digitale europea. Il Consiglio dei ministri dell’11 dicembre scorso ha approvato il decreto che integra e modifica alcune disposizioni del Codice. Prossimo passaggio, dotare cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.

Si riparte, così, dalla relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni. Dal documento, presentato il 26 ottobre 2017 e frutto di un lavoro durato dodici mesi, è emerso un paradosso tutto italiano. A fronte di un’ampia diffusione, tra la popolazione, di dispositivi mobili ed una particolare attenzione alle nuove tecnologie, l’utilizzo dei servizi digitali è relativamente scarso. Insoddisfacente, soprattutto, la modalità di interazione a distanza con la pubblica amministrazione: solo il 24% di chi risiede in Italia ha utilizzato, nel 2016, i servizi di e-gov. Più in generale, la Commissione ha rilevato una “scarsa conoscenza e applicazione della normativa relativa al digitale, con particolare riferimento al D.Lgs. n.82/2005 (Cad), che mina i principi di legalità, buon andamento e responsabilità in quanto vengono costantemente violati i diritti di cittadinanza digitale senza apparente contestazione alcuna”.

Fondamentale, quindi, l’approvazione del decreto che lo stesso commissario Diego Piacentini, sul sito del Team Digitale, riconosce come “pilastro della riforma della Pubblica amministrazione voluta e diretta da Marianna Madia – ministro della Funzione Pubblica con delega all’innovazione – il cui testo è il risultato di una collaborazione preziosa, riuscita, irrinunciabile tra i suoi uffici, il Team per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia per l’Italia Digitale”.

Tra le linee di intervento:

  • proseguire nell’opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell’amministrazione digitale e di deregolamentazione;
  • rafforzare la “carta di cittadinanza digitale” della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
  • promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
  • garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
  • rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
  • promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.
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