Come riutilizzano, le imprese italiane, i dati aperti rilasciati dalle pubbliche amministrazioni? Quali prodotti e servizi riescono a realizzare per creare valore sociale ed economico? Come creano lavoro con gli open data?
A queste domande cerca di rispondere Open data 200, un progetto pensato nel 2015 e sviluppato dal GovLab – New York University. Il lavoro del think tank è supportato da un team di ricercatori del Digital Commons Lab presso la Fondazione Bruno Kessler (istituto di ricerca italiano con sede a Trento). Primi risultati della collaborazione, una lista strutturata di aziende e organizzazioni che utilizzano gli open data quale parte integrante nella loro attività.
Il sito web, al momento disponibile in italiano e in inglese, si propone, così, come strumento di analisi per:
- valutare l’impatto degli open data in Italia;
- stimolare il dialogo tra istituzioni e mondo imprenditoriale su come incentivare l’incontro tra domanda e offerta di open data;
- identificare imprese e organizzazioni che utilizzano open data per generare e sviluppare prodotti e servizi.
Un archivio in costante aggiornamento da cui si possono già rilevare alcune importanti informazioni. I dati aperti resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni italiane più utilizzati dalle imprese sono quelli geospaziali. Inoltre, molte aziende usano fonti alternative di dati, spostandosi verso sorgenti aperte e collaborative come Wikipedia e OpenStreetmap. La maggior parte del mercato dei dati aperti, o degli open government data, genera servizi per la PA, trovando una sua dimensione più adeguata nel settore del Business to Business (commercio interaziendale). Un esempio interessante viene dai dati aperti rilasciati dal Ministero della Salute molto usati da aziende che operano, invece, nel settore del turismo.
Il percorso è agli inizi e il progetto è giovane. Di certo Open Data 200 si presenta come un valido strumento, a supporto dell’azione pubblica, per migliorare ulteriormente e implementare le politiche nazionali di valorizzazione del patrimonio informativo.