0%

PA digitale “per davvero”: in consultazione le Linee guida sul riuso del software

Il riuso del software nel settore pubblico comincia a diventare realtà. Agid e Team per la Trasformazione digitale (Ttd) hanno aperto alla consultazione fino al 5 maggio – su Forum Italia i contributi – le “Linee guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni“, primo documento in Italia a disciplinare nell’ottica del riuso e dell’open source il processo di acquisizione e utilizzo/riutilizzo di software da parte delle PA.

Le amministrazioni che devono acquisire software potranno contare sul supporto delle Linee guida per fare l’analisi comparativa tecnico-economica prevista dal Cad (Codice dell’amministrazione digitale, Capo VI, articolo 68) tra un ventaglio di soluzioni basate sul riuso: software sviluppato per conto delle PA oppure riuso di software o parti di esso già esistenti; software open source o codice sorgente aperto; software in cloud; software proprietario in licenza d’uso; combinazioni di tutte queste soluzioni, là dove software sta per applicazioni web (frontend e backend), applicazioni desktop e mobile, siti web (frontend e backend), librerie, framework, plugin, componenti e applicazioni semilavorate.

Nella stessa ottica, il Codice (articolo 69) impone alle PA di pubblicare i software in licenza aperta su una o più piattaforme indicate da Agid (dopo la chiusura della consultazione), seguendo le indicazioni delle Linee guida, e di prevedere nei capitolati o nelle specifiche di progetto la titolarità dei diritti sui software e tecnologie ICT sviluppati da terzi.

In questo modo il riuso e l’uso di open source o software aperto come “filosofia base” nei processi di acquisizione/implementazione/condivisione da parte delle PA dei programmi informatici, da obbligo già esistente nella prima versione del Cad (una volta pubblicate le Linee guida sarà disattivato il Catalogo nazionale dei programmi riusabili) si concretizza come principio di open government, consentendo alle amministrazioni pubbliche di diventare soggetti attivi nella costruzione di un vero e proprio sistema di sviluppo collaborativo, sul modello di Developers Italia, spiega il “developer” Giovanni Bajo presentando le Linee guida, la comunità di sviluppatori di servizi pubblici digitali che elabora e pubblica componenti di software aperto da impiegare per le piattaforme abilitanti ai servizi, come Spid o la Carta di identità elettronica.

Nel Paese in cui, secondo la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione delle PA, è molto scarsa la penetrazione della cultura digitale e la consapevolezza della sua centralità per l’evoluzione del sistema-Paese; nel quale emerge scarsa qualità del controllo della spesa per investimenti in software e ICT, in un contesto che stima di circa 5,7 miliardi la spesa esterna ICT (secondo il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019), le Linee guida sono un fattore reale di accelerazione verso risultati di razionalizzazione e risparmio (che va utilizzato prima di tutto per investimenti in tecnologie, come prevede per il triennio 2016-2018 la legge di stabilità 2016).

Ma anche di efficienza, perché consentono l’aggiornamento e l’implementazione costante del software; di conoscenza e formazione, con l’apertura allo studio e alla collaborazione anche per i profili di sicurezza da parte delle università; di sviluppo dell’indotto nel settore ICT che lavorerà per customizzare i software.

Ultimo ma non in ordine di importanza l’effetto positivo sulla trasparenza dei processi e il contributo indiretto all’affermazione dei diritti di cittadinanza digitale.

La consultazione, infatti, chiama all’appello non solo esperti, imprese e tecnici delle PA, ma tutti i cittadini, interessati o meno all’evoluzione del digitale eppure già coinvolti, più o meno consapevolmente, nei benefici che porta in termini di democrazia e partecipazione.

Ultimi articoli

Toscana digitale, crescita a due velocità: occupati +74% ma carenza di competenze al 68%

Piano Scuola Digitale: la strategia della Regione Friuli Venezia Giulia per la scuola del futuro

1Nessuno100Giga: La Sicilia si connette alla sicurezza digitale

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content