0%

PA e digitalizzazione: il coordinamento territoriale dell’Agenda Digitale dell’Unione dei Comuni Valle Savio

Il digital divide di cui soffre l’Italia, causato prevalentemente da una carenza infrastrutturale, nel 2020 ha relegato il Paese al 25° posto della classifica dell’indice DESI – Digital economy and society index – che misura la digitalizzazione dei Paesi europei secondo diversi parametri.

La popolazione italiana è una delle più analogiche d’Europa. Sempre per il DESI 2020 siamo al 26° posto per livello di utilizzo di internet e al 19° per i servizi pubblici digitali.

Eppure, la pandemia sembra aver dato un piccolo slancio alla digitalizzazione dei servizi pubblici, un po’ come quando si verifica un corto circuito e si resta al buio. Che si fa in questo caso? L’istinto di sopravvivenza suggerisce di darsi da fare con i mezzi a disposizione e trovare un modo per riaccendere la luce. Il DESI 2021 ci rivelerà quali saranno stati i risultati di questa accelerazione dovuta al lockdown.

Intanto, a livello di pubblica amministrazione il “decreto semplificazioni” aveva posto degli obiettivi da raggiungere entro febbraio, tra i quali l’integrazione nei propri sistemi informativi di SPID e CIE come gli unici di identificazione per l’accesso ai servizi, l’integrazione della piattaforma PagoPA per la riscossione delle entrate e l’avvio di progetti di trasformazione digitale.

In questo scenario emergono pubbliche amministrazioni particolarmente virtuose, come l’Unione dei Comuni Valle Savio in Emilia-Romagna – formata da Cesena, Bagno di Romagna, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto – che di recente ha creato il Coordinamento Territoriale dell’Agenda Digitale, un organo di indirizzo strategico attraverso il quale le amministrazioni locali condividono indirizzi comuni in relazione alla funzione informatica, smart city e alla digitalizzazione. 

Abbiamo chiesto al sindaco di Sarsina, Enrico Cangini, coordinatore del Tavolo, di raccontarci le azioni e gli obiettivi del progetto.

Da dove nasce la necessità di un Coordinamento Territoriale per l’Agenda digitale?

L’Agenda digitale è uno strumento programmatorio in cui si mettono insieme le politiche sull’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
L’idea di una regia unica nasce dal bisogno di avere una visione organica dei sei comuni dell’Unione, per dare anche voce ai piccoli comuni che, insieme a Cesena – il più grande – ne fanno parte.
Il Covid-19 ha messo in luce ancora di più quanto sia importante ridisegnare un rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione. La costruzione di questo rapporto, però, deve andare di pari passo a un accrescimento della cultura digitale per far sì che i servizi pubblici (Spid, PagoPa, Fascicolo Sanitario elettronico ecc.) vengano usati consapevolmente.

Quali sono i temi prioritari del Coordinamento?

Le infrastrutture, i servizi e la creazione di una cultura digitale sono i filoni concertati all’interno del Coordinamento composto dagli assessori con delega all’Innovazione di ciascuno dei sei comuni, che si riuniscono periodicamente per decidere in merito alle politiche digitali.

Quali saranno i mezzi utilizzati per lo sviluppo di una cultura digitale?

Sarà attivato uno sportello dedicato, fra le altre cose, all’Identità digitale e al servizio SPID per aiutare il cittadino nella fase preliminare all’utilizzo dei sistemi; stiamo attivando inoltre una campagna informativa sul territorio con la produzione di flyer a supporto dell’utenza. E’ inoltre attivo un progetto parallelo che riguarda la formazione di vere e proprie “sentinelle digitali”; si tratta di persone dotate di specifiche competenze in materia digitale messe a supporto di tutta la collettività.

Quali sono gli obiettivi di lungo periodo del Coordinamento?

Il primo obiettivo è estendere la banda larga in fibra ottica soprattutto nelle diverse aree montane che presenta il nostro territorio. Lavoreremo per sollecitare l’attuazione del piano BUL (Banda Ultra Larga) in tempi definiti. Ciò significherà emancipare le varie aree territoriali ad oggi penalizzate, dando loro le stesse opportunità di cui godono le altre città. Tutto ciò permetterà anche di agevolare le imprese che oggi hanno dei deficit competitivi in termini di infrastrutture immateriali. Si tratta anche di un mezzo per aiutare l’imprenditoria e creare economia.
La seconda sfida è quella di sburocratizzare i servizi digitalizzandoli, al fine di dare un beneficio anche all’organizzazione complessiva dei piccoli comuni dell’Unione; in tal modo il personale dell’ente locale, spesso sottodimensionato, potrà dedicarsi allo sviluppo di altre progettualità.

Ultimi articoli

E-book: gli italiani prediligono i libri cartacei

Gli italiani e il “tecnostress”: 6 su 10 non riescono più a staccare dal digitale

Avviato da AGID il censimento del patrimonio digitale della Pubblica Amministrazione

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content