Diventerà operativo tra pochi mesi, prima dell’inizio della campagna elettorale per le Politiche 2018, il tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione on line creato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) come sede istituzionale di confronto con gli stakeholder per il contrasto alla disinformazione e alla violazione del pluralismo informativo.
Parte dalla comunicazione politica l’attività dell’organismo, che si è insediato nei giorni scorsi presso l’Autorità con una prima riunione alla quale hanno partecipato i principali gruppi editoriali di stampa e radiotelevisivi – tra cui Rai, Mediaset, La7 -, agenzie di stampa, associazioni di categoria, piattaforme digitali – Facebook, Google, Wikimedia Italia – e Forze dell’ordine (Guardia di Finanza).
Le collaborazioni nate quest’anno tra editori e reti social sul fronte del fact-checking contro la diffusione di fake news (notizie false) – come ad esempio l’etichetta “factcheck” su Google e Google news per indicare articoli di verifica su notizie – sono uno dei fattori dai quali prende le mosse l’iniziativa di Agcom, che nella delibera istitutiva del tavolo (n. 423/17/CONS) fa anche riferimento a indagini conoscitive (2014, 2015 e 2016) sul rapporto tra informazione, web e piattaforme digitali, dalle quali la rete emerge come 2° canale di informazione, ancora dietro alla TV ma in crescita costante, così come i social network risultano sempre più punto di accesso all’informazione e ambito di formazione del consenso per gli utenti.
Tra i compiti del tavolo, nel rispetto della libertà di espressione garantita dalla Costituzione, la definizione attraverso lo scambio di dati e buone pratiche di:
- metodologie di rilevazione degli episodi di disinformazione on line;
- strategie di prevenzione e contrasto anche attraverso strumenti di autoregolazione, per neutralizzare fenomeni distorsivi come quelli prodotti da account falsi e/o collegati a interessi e flussi economici che finanzino la diffusione di contenuti lesivi.
Scambio e autoregolazione, dunque, per mettere a fattor comune l’esperienza e l’interesse a una corretta informazione on line sia delle fonti “tradizionali” – giornalisti ma anche amministrazioni pubbliche, che grazie alla disintermediazione dei contenuti on line possono “investire” su qualità e autorevolezza dei dati veicolati – sia dei gestori delle piattaforme digitali che come Facebook individuano nel tavolo Agcom la possibilità di “rafforzare ulteriormente le procedure che consentono ai partiti politici e alle autorità competenti di segnalarci rapidamente attività o contenuti in violazione della legge italiana o degli standard della comunità di Facebook”.
Lo step successivo riguarderà la disinformazione on line sui consumi e sui marchi nel settore alimentare, sui temi sanitari e sul gioco d’azzardo, con il coinvolgimento di università ed enti di ricerca.