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PA Social collabora con il festival cinematografico “Uno sguardo raro”: si partecipa anche con corti/spot di comunicazione in sanità

Nato per raccontare cosa significhi vivere con una malattia rara o con abilità diverse e per stimolare, attraverso la narrazione cinematografica, una riflessione su come sia possibile affrontare questi temi con registri di comunicazione innovativi e ad alto impatto emotivo, il festival di cinema internazionale Uno sguardo raro, giunto alla quinta edizione, rappresenta la sfida – raccolta da giovani filmaker di tutto il mondo, da malati rari, da associazioni pazienti e da chi vive con loro – di raccontare questa realtà da un punto di vista diverso, con. L’appuntamento con la manifestazione è a Roma dal 9 al 15 marzo 2020.

Il bando per partecipare, a iscrizione gratuita, è scaricabile all’indirizzo unosguardoraro.org/edizione-2020/bando e prevede 6 categorie: cortometraggi italiani, corti internazionali, corti di animazione, documentari, cortometraggi/spot di sensibilizzazione in collaborazione con Ferpi, cortometraggi/spot istituzionali di comunicazione in sanità in collaborazione con PA Social. La scadenza è il 30 novembre 2019.

Saranno selezionate le migliori opere video sul tema delle malattie rare, video di sensibilizzazione e sull’importanza dell’inclusione sociale, ma anche opere che parlano di disabilità, empatia, resilienza o della capacità di superare i propri limiti, questo per celebrare le qualità che le persone con limitazioni di qualunque tipo mettono in campo per vivere appieno la loro vita.

Il corto/spot di comunicazione in sanità e la relativa campagna social in collaborazione con PA Social è aperto a ospedali, ASL, associazioni di pazienti che operano in ospedale, che possono partecipare con prodotti video di servizio rivolti sia al pubblico che al personale interno. Si tratta di una novità assoluta per il festival.

Uno sguardo raro (www.unosguardoraro.org) nasce dall’incontro di Claudia Crisafio, autrice e attrice, e Serena Bartezzati, malata rara e professionista della comunicazione, che hanno fatto propria una convinzione che apparteneva a Ingmar Bergam: “Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.”

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