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#pasocial è anche una nuova identità della pubblica amministrazione e nuove professionalità

Nel secondo panel di #pasocial a Napoli è stato affrontato l’aspetto delle nuove figure professionali per la comunicazione pubblica. Marco Laudonio, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, racconta la sua esperienza e dà alcuni consigli per lavorare con i social media in chiave amministrazione pubblica . “ Lavoriamo come #pasocial da circa un anno. E quello che dice Di Costanzo, che esistono forti resistenze è vero. Ma i social sono un pezzo di mondo e bisogna starci soprattutto per confrontarsi e rispondere. Bisogna ‘entrare’ bussando e costruirsi una identità. Il primo passo è il patto comunicativo, descrivere come si intende usare i social media a chi è fuori e verrà a cercarvi e a chi magari verrà dopo di voi e curerà quell’account.  La reputazione è quello che dicono gli altri di te, è il passa parola. Quindi rispondere ai commenti, dare servizi”. Mario De Rosa, responsabile informazione multimedia della Regione Campania, ha raccontato cosa verrà fatto per migliorare l’ufficio relazioni col pubblico, “ abbiamo un progetto per il primo sportello che è a disposizione dei cittadini. La missione è il dialogo coi cittadini quindi lo sportello deve diventare polifunzionale : rispondere, più interazione,  dare servizi innovativi e monitoraggio della soddisfazione.  Attiveremo una chat, Whatsapp. Avremo una app che racconterà cosa fa l’Urp, e copertura massima su più piattaforme”. Caterina Perniconi, capo ufficio stampa del Ministero delle Politiche Agricole, crede nelle potenzialità dei social come nuovi ‘urp’, “ domani non sarà più necessario rispondere al telefono per ascoltare le richieste del cittadino”, spiega. “Noi siamo partiti con #pasocial un po’ per caso, due anni fa il ministero non aveva i social. Primo punto il budget, il mio ufficio non ce l’ha. Quello che facciamo sui social  è a costo zero. Credo che invece servirebbe un budget da investire per far arrivare bene, in modo capillare la comunicazione istituzionale che diamo. Lavoriamo sulla qualità, pensiamo alle DOP, le aziende ci chiedono una comunicazione non unilaterale, che insegni anche a usare i nuovi strumenti per avere maggiore capacità di dialogo e di promozione. A Vinitaly abbiamo organizzato dei workshop che sono andati bene e sono una parte importante del nostro lavoro, un servizio alle persone per le quali lavoriamo e per il paese”.

 

 

 

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