Il dilemma della libertà di espressione dopo la chiusura dei profili social di Donald Trump, assenza (finora) di contenuti sponsorizzati e i nuovi canali ufficiali di vari presidenti e capi di Governo su Telegram
di Agnese Fedeli, direttrice responsabile Florence TV – https://t.me/florencetv
La chiusura dei canali social di Donald Trump in seguito ai fatti del 6 gennaio ha spinto una bella fetta di comunicatori, giornalisti e studiosi a interrogarsi sul concetto di libertà di espressione. Quello che riguardato Trump sarà un precedente che porterà ad altre chiusure unilaterali di profili pubblici di grande portata? Con quali effetti sulla libertà di espressione e di informazione? Elementi molto attinenti, ma non completamente riferibili al mondo social. Non è mia intenzione dare qui una risposta, ma il quesito è interessantissimo e rifletterci può darci molti stimoli.
In questo dibattito si è inserito anche Pavel Durov, fondatore e manager di Telegram che, tramite il suo canale personale (https://t.me/durov/), oltre a segnalare che gli utenti iscritti hanno superato i 500 milioni, sulla app esistono svariati canali di Presidenti e Capi di Stato.
Più avanti vi indicherò gli indirizzi diretti, in modo che possiate confrontarli tra loro a livello di stile e di tono di voce [spoiler: ci sono anche esempi di canali personali/istituzionali di Presidenti non propriamente noti per le loro tendenze democratiche], ma prima vi indico il motivo per cui, a mio avviso, per ora, questa piattaforma può risultare più “democratica” di altre.
La ragione è molto semplice: finora non c’è modo di “pubblicizzare” post o canali direttamente su Telegram, andando quindi ad indirizzare visualizzazioni o flussi di traffico, con il fine di aumentare la portata dei singoli contenuti e influenzare, tramite le sponsorizzazioni, eventuali stili di vita, abitudini o azioni. Certamente, quel che viene pubblicato su Telegram può essere sponsorizzato e pubblicizzato altrove: sui siti personali, sugli altri social media con link diretto o utilizzando altre strategie più legate al marketing (anche politico) piuttosto che alla comunicazione, quindi neppure Telegram può dirsi del tutto estraneo ad una logica da social network; così come esistono miriadi di canali “truffa”, nei quali i più sprovveduti possono incappare, oltre al mondo neanche troppo sommerso di tutto quel che riguarda la pirateria, con i noti canali dove vengono condivisi quotidiani, periodici, libri, film e musica, e la pornografia. C’è da dire, per completezza, che, sia nel caso dei canali “truffa” che nel caso dei canali illegali, gli utenti hanno la possibilità di segnalarlo internamente alla app, la quale può eventualmente apporre il badge “truffa” o intervenire sul canale stesso.

Dopo questa premessa, vado a segnalarvi i canali dei Presidenti e Capi di Stato diffusi recentemente dal fondatore di Telegram. Come spesso accade, per i più populisti – o notoriamente meno democratici – il seguito è decisamente forte. Per alcuni casi di casa nostra e non solo, rimandiamo a questo articolo.
I canali “neonati” dopo la chiusura dei profili di Trump sono due:
- The President of Brazil – @jairbolsonarobrasil
Creato il 9 gennaio 2021, conta oggi 306mila iscritti. Al momento ci si trovano post variegati (link ad altri social, contenuti testuali, video nativi) su diversi temi: Covid, vaccini, scolarità, alimentazione. Il canale è già certificato con la spunta blu.

- The President of Turkey – @RTErdogan
Creato il 12 gennaio, il canale in 3 giorni ha raggiunto 305mila iscritti. Il primo messaggio, contiene un “ciao” con una foto che richiama il tema “gattini”, molto diffuso sul web. Gli altri contenuti sono per lo più testi e foto, con agende istituzionali e contenuti che riguardano il Covid, in particolare le foto della vaccinazione dello stesso Erdogan. Il canale ha già la spunta blu di certificazione.

Altri Presidenti e Capi di Stato presenti da tempo su Telegram sono:
- The President of Mexico – @PresidenteAMLO
Canale creato nel dicembre 2018, conta 130mila iscritti ed è certificato. Essendo in essere da molto tempo, si tratta di uno strumento inserito nella più globale strategia comunicativa messicana.

- The President of France – @emmanuelmacron
Il primo messaggio sul canale risale al 2017, gli iscritti sono 13mila (con un aumento rapido nelle prime settimane del 2021) e il canale è certificato.

- The Prime Minister of Singapore – @leehsienloong
19mila iscritti per questo canale, certificato, attivo dall’agosto del 2017.

- The President of Ukraine – @V_Zelenskiy_official
Aperto nel luglio 2019, dopo la vittoria elettorale, il canale è certificato e con 52mila iscritti.

- The President of Uzbekistan – @shmirziyoyev
Il canale esiste dall’agosto del 2017, è certificato e conta oltre 200mila iscritti.

- The President of Taiwan – @iingtw
Primo canale al femminile, quello di Tsai Ing-wen è attivo dal febbraio 2020, è certificato e conta 51mila iscritti.

- The Prime Minister of Ethiopia – @AbiyAhmedAliofficial
Il primo ministro dell’Etiopia e vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2019 è su Telegram con un canale certificato dal febbraio 2020, che oggi conta oltre 57mila iscritti.

- The Prime Minister of Israel – @bnetanyahu
Il canale è attivo dal febbraio del 2018, è certificato (ma attenzione: esistono dei canali truffa) e conta 35mila iscritti.
