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PugliaSmartLab, come creare una rete di innovazione in città. Divertendosi

Con questo terzo incontro di Caffè Digitale restiamo al Sud, e in particolare andiamo in Puglia, dove con un bellissimo mix di passione, di uso intelligente dei fondi strutturali, e di capacità di visione a tutto tondo del concetto di città intelligente, è nata una iniziativa di innovazione sociale molto interessante, che è già stata esportata in diverse città della Puglia e si sta apprestando a risalire lo stivale per contaminare altre realtà italiane.

Questo gruppo di giovani pugliesi ci dimostra come, per riuscire a far crescere la propria città, si debba al tempo stesso sia saper guardare al di fuori dei suoi confini, aprendosi al continuo scambio di esperienze con esperti e con altre realtà internazionali, sia saper ascoltare e valorizzare quanto la città stessa ha da dire, in termini di aspettative e di idee per il miglioramento della comunità.

Copia di im4Raccontateci la vostra esperienza: cosa vi ha spinto a riflettere sul tema della città intelligente? 

Partiamo dalle origini. PugliaSmartLab è un Living Lab che nasce dal Progetto Puglia@Service, promosso dal distretto tecnologico pugliese Dhitech. La sua collocazione territoriale non è un caso: la Puglia. Oggi, la nostra regione amalgama alcuni interessanti ingredienti che hanno abilitato processi di sviluppo e di innovazione per dar vita ad un territorio “intelligente”. Puglia@Service si inserisce pienamente in questo fermento territoriale, operando nell’ambito dell’”Ingegneria dei Servizi Internet-based” e coinvolgendo attivamente il destinatario finale nella co-creazione di servizi innovativi focalizzandosi su due verticali Pubblica Amministrazione e Turismo. Per cui il passo verso il tema delle smart city è stato davvero breve.

Le diverse sessioni di Living Lab e le “contaminazioni” degli esperti che sono venuti a trovarci ci hanno spinto a pensare in termini di “comunità” intelligente, chiave di volta per lo sviluppo della “smartness” e per la partecipazione attiva del cittadino, secondo un approccio orientato al miglioramento della qualità della vita e alla sostenibilità economica, sociale e ambientale di una data realtà urbana.

Qual è stato il percorso che sta rendendo sostenibile e strutturata la vostra iniziativa, anche in relazione al contesto europeo?

I fondi strutturali che, per definizione, devono contribuire a fare crescere il “ben-essere” del territorio, hanno rappresentato l’“occasione” da cogliere per avviare il processo di cambiamento. Il nostro progetto è nato, quindi, grazie ai finanziamenti PON-REC 2007-2013 in un contesto di Partnership Pubblico Privata (Dhitech). PugliaSmartLab ha sin dalle origini perseguito l’obiettivo di “fare rete”, a livello nazionale ed internazionale, aderendo, durante la ENoLL Summer School tenutasi a Manchester nell’Agosto 2013, alla Rete Europea dei Living Lab. Inoltre, abbiamo la possibilità di contatto con importanti realtà innovative a livello mondiale, come ad esempio il Gartner Symposium 2013 tenutosi a Barcellona e l’ICT 2013 a Vilnius.Copia di im3

Quanto a vostro avviso la vostra esperienza potrebbe essere replicabile in altre città italiane?

Spesso, Pubbliche Amministrazioni (PA) e cittadini non si parlano tra loro. La metodologia di azione del Living Lab di tipo bottom up cerca di risolvere il problema, permettendo la condivisione degli obiettivi tra amministrazioni e cittadini, garantendone l’utilità e la sostenibilità nel tempo. Partendo dalla collaborazione con il Comune di Lecce, PugliaSmartLab sta provando a sviluppare soluzioni innovative focalizzate sulle esigenze degli attori del territorio. Tale approccio è stato applicato anche in altre realtà, tra le quali la città di Brindisi e la Soprintendenza di Castel del Monte. Dunque questo approccio parte dal basso in tutti i sensi: dalle esigenze dei cittadini alle soluzioni della PA, dalla punta del tacco d’Italia sta risalendo la penisola e aspira a esportare ulteriormente il suo modello di innovazione del welfare.

Quale fra gli effetti della vostra iniziativa è stato secondo voi più utile per la città?

Un’esperienza di particolare rilievo riguarda l’implementazione dell’Idea Management System (IMS) realizzato da Puglia@Service e adottato dal Comune di Lecce come strumento online (disponibile all’indirizzo http://www.ideeperlecce.it) per raccogliere le idee e per stimolare la partecipazione dei cittadini in relazione all’iniziativa riguardante la candidatura di Lecce come Capitale Europea della Cultura 2019. L’IMS è stato determinante nel superamento della prima fase di candidatura da parte del capoluogo salentino, in quanto la Commissione di valutazione ha citato verbalmente lo strumento come uno degli elementi valutati positivamente.

Quale secondo voi è l’approccio all’innovazione più efficace che dovrebbe avere un Comune per la propria città?

Un primo importante step emerso durante il nostro percorso attiene alla necessità di perseguire obiettivi di trasparenza, che, soprattutto alla luce del contesto socio-economico attuale, rappresenta una precondizione indispensabile per l’attuazione di processi innovativi. Una via in tal senso può essere percorribile proprio grazie all’approccio Living Lab, adattato al contesto urbano, coinvolgendo direttamente il cittadino nelle attività di pianificazione. A livello tecnologico, di particolare valore risulta il percorso verso l’“apertura” dei dati e la loro corretta gestione, che può condurre ad un migliore monitoraggio dei servizi e, più in generale, degli interventi prioritari da realizzare in un contesto territoriale.

Avete da poco pubblicato il vostro primo Annual Report, Felicity. Di che si tratta?Copia di im2

Questo volume racconta con il rigore scientifico necessario, ma anche con la freschezza di un social network, il viaggio di 15 giovani verso il futuro dell’Innovazione della Pubblica Amministrazione. Da un lato il libro ripercorre il percorso del nostro gruppo multidisciplinare e della nostra contaminazione culturale che si sintetizza nell’idea di chiamarci “tecnologi sociali”, innovatori che affrontano la difficile sfida di trasferire e adattare soluzioni tecnologiche che siano realmente al servizio della comunità. Dall’altro lato, e non solo metaforicamente, raccontiamo i principali risultati del nostro lavoro, frutto della collaborazione con i principali protagonisti del panorama innovativo italiano e non solo. Questi rappresentano tanti mattoncini che compongono FeliCity, un concetto che supera quello classico di smart city e le sue dimensioni, individuando tre dimensioni: innovazione sociale, ingegneria dei servizi e sostenibilità, come principali fondamenta di una città che metta al centro il benessere della cittadinanza. Progettare una città “felice” significa realizzare un percorso volto a raggiungere il benessere di una comunità in termini di qualità delle reti sociali, del welfare, della sicurezza, dell’inclusione sociale, della sostenibilità, della cultura, della conoscenza diffusa. Dai un’occhiata al Libro, scopri la nostra FeliCity dal sito www.pugliasmartlab.it

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Gianluca Vannuccini (@gvannuccini)

 

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