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Quanto vale la cultura per le città: on line il Cultural and Creative Cities Monitor della Ue

Cultura e creatività sono un potente traino per economia e sviluppo. Non più un auspicio, ma una realtà che comincia anche in Italia a produrre i suoi frutti, come dimostra il valore prodotto dal comparto nel 2015: 48 miliardi, pari al 2,96% del Pil, +2,4% rispetto al 2014 (studio “Italia creativa“, seconda edizione, di Ernst&Young con il sostegno della Siae e del ministero Beni, Attività culturali e Turismo).

Una consapevolezza radicata nei vertici dell’Unione europea, che vede impiegate nel settore 8,8 milioni di persone – il 3,8% del totale degli occupati Ue – e che il 6 luglio ha messo on line The Cultural and Creative Cities Monitor, l’osservatorio della cultura e della creatività urbana.

Presentato dalla Commissione europea come strumento a supporto dei responsabili/decisori politici nazionali, offre dati comparati su 168 città di 30 paesi, basati su 3 indici principali – vivacità culturale, economia creativa e contesto favorevole – organizzati in 9 ambiti e misurati tramite 29 indicatori, come il numero di musei presenti, il livello di occupazione nel settore culturale e creativo, il numero di laureati in materie artistiche o umanistiche o del settore Ict.

Conta, leggendo tra gli indicatori, anche la fiducia dei cittadini, e il livello di integrazione di quelli stranieri.

Il monitor consente attraverso l’analisi e la comparazione dei dati città per città di individuare punti di forza o punti deboli da potenziare, per elaborare strategie di sviluppo sociale e crescita economica basate sull’industria culturale e creativa.

I due obiettivi sono “al centro dell’agenda strategica europea”, ha spiegato il commissario europeo per l’Istruzione, la Cultura, i Giovani e lo Sport Tibor Navracsis, che vede nella valorizzazione di questi settori il fattore che può fare la differenza “in un momento di grandi trasformazioni sociali e di concorrenza globale sempre più aspra tra le città”, in cui è necessario “guardare al di là delle fonti tradizionali di crescita e benessere socioeconomico”.

Personalizzabile, attraente nel layout e nelle modalità di consultazione – agevole grazie a colori e mappe interattive, ma anche grazie all’ausilio di informazioni, legende e infografiche – il monitor è il frutto di un progetto del Centro comune di ricerca (il Joint Research Centre, Jrc) della Commissione, nato anche per colmare un “vuoto” di parametri e standard sui beni/attività culturali e creativi e sul relativo impatto sullo sviluppo delle città comuni all’interno della Ue.

Le elaborazioni già disponibili sul monitor fanno emergere dati sorprendenti, soprattutto per quanto riguarda il legame diretto tra investimenti in cultura e creatività e tassi di crescita economica più alti e la relativa irrilevanza delle dimensioni delle città rispetto alla loro vitalità culturale.

Delle 8 città che presentano secondo il monitor requisiti ideali, infatti, 5 sono sotto i 500mila abitanti (Cork, Eindhoven, Umea, Leuven e Utrecht).

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