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Regione Marche, è online la social media policy adottata dall’ente

Con l’obiettivo di essere sempre più vicina ai cittadini, la Regione Marche è presente su Facebook, Twitter e YouTube sia con i propri account ufficiali che con una serie di profili tematici dedicati all’agricoltura e alla pesca, all’ambiente, alla cultura, al turismo, al sociale, alle attività produttive e internazionali. L’utilizzo e la gestione dei social media istituzionali sono regolati da un codice di comportamento approvato formalmente dalla Giunta regionale.

In particolare, la social media policy della Regione Marche stabilisce che:

  • i contenuti della comunicazione via social siano di natura istituzionale e debbano rappresentare un servizio di pubblica utilità e interesse generale;
  • non possano essere pubblicati dati che violino la privacy dei cittadini, comunicati commerciali e pubblicitari, interventi di propaganda politica ed elettorale;
  • i cittadini possano intervenire commentando i post o inviando messaggi privati per esprimere pareri e chiedere informazioni.

Le regole di utilizzo chiedono agli utenti di evitare interventi non pertinenti agli argomenti dei post e mantenere un linguaggio corretto. Inoltre definiscono ruoli e comportamenti dei dipendenti della Regione sia in qualità di amministratori sia in qualità di utenti dei social.

La Regione Marche riconosce il web e i new media tra gli strumenti principali per la comunicazione pubblica e di emergenza nonché di dialogo con i cittadini. I contenuti condivisi sui social sono finalizzati a illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative, mostrare le attività istituzionali e il loro funzionamento, promuovere l’accesso ai servizi e la conoscenza di temi di interesse pubblico e sociale, favorire processi di semplificazione delle procedure e modernizzazione degli apparati, promuovere l’immagine delle amministrazioni, nonché quella dell’Italia, in Europa e nel mondo.

I canali social della Regione Marche vengono generalmente moderati dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, tranne che in casi eccezionali o di emergenza in cui deve essere garantita la comunicazione in tempo reale. Il gestore dei profili è tenuto a rispondere in modo tempestivo alle richieste di informazione dei cittadini. È prevista la segnalazione di spam e, in caso di offese, turpiloquio o minacce, la cancellazione dei post, il ban, il blocco degli utenti o la loro segnalazione ai responsabili della piattaforma.

In base a quanto indicato nelle “Linee guida per i siti web della PA” previste dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, le modalità d’uso dei siti di social networking da parte del personale, tanto nell’attività professionale quanto nella vita privata, si possono distinguere in due casi specifici: uso in rappresentanza dell’ente e uso privato.

Possono accedere a un social network con un account istituzionale, e attraverso di esso agire in nome e per conto dell’Ente, i dipendenti espressamente autorizzati dalla pubblica amministrazione.

L’ufficio Informazione e comunicazione istituzionale, gestore dei profili principali, pubblica contenuti scritti con trasparenza, correttezza ed efficacia comunicativa, privilegiando le informazioni di pubblica utilità come supporto alla semplificazione della vita dei cittadini e accesso agli atti della Pubblica amministrazione che hanno un impatto sui cittadini. Gli eventi organizzati da privati o associazioni sono diffusi e pubblicizzati solo se patrocinati dall’Ente.

Il dipendente che acceda, dal luogo di lavoro o da luogo privato, a un social network con account personale per i propri interessi deve attenersi al codice di comportamento dell’ente, e quindi: non usare per fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni d’ufficio; astenersi da dichiarazioni pubbliche offensive dell’immagine dell’amministrazione; non assumere impegni né anticipare l’esito di decisioni o azioni inerenti l’ufficio, al di fuori dei casi consentiti; fornire informazioni e notizie relative a procedimenti o atti solo nelle ipotesi previste dalle disposizioni di legge. Il dirigente, nei limiti delle sue possibilità, eviterà che notizie non vere quanto all’organizzazione, all’attività e ai dipendenti possano diffondersi.

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