Sono in consultazione fino al 22 settembre prossimo sul sito di Italia Open Gov Italia le indicazioni operative del dipartimento della Funzione pubblica per la realizzazione del Registro degli accessi FOIA (decreto legislativo n.97/2016), l’elenco delle richieste di accesso civico generalizzato e dei relativi esiti che ogni amministrazione pubblica dovrebbe rendere consultabile on line, come prevedono le linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) dedicate a questa forma di accesso “totale” ai dati e documenti detenuti dalle Pa.
A poco più di 6 mesi dall’attivazione dell’istituto e a poco più di 3 dal monitoraggio della Funzione pubblica sul primo trimestre di applicazione – 205 le istanze di accesso civico generalizzato giunte ai ministeri dal 23 dicembre 2016 al 23 marzo 2017 – il dipartimento, dopo la circolare attuativa sull’accesso generalizzato (la n.2/2017), fornisce una serie di indicazioni operative sul riutilizzo, per la creazione dei registri, delle funzioni dei sistemi di protocollo informatico e gestione documentale già usati dalle Pa.
Il documento in consultazione indica nel dettaglio i metadati, ovvero le informazioni, che devono essere rilevate e inserite nel registro in relazione a ogni richiesta di accesso, e il modo in cui possono essere gestite “nativamente” dai sistemi di protocollo informatico già utilizzati.
Le Pa possono comunque realizzare una versione autonoma del registro degli accessi, che però deve garantire la fruibilità dei dati e metadati indicati nella regolamentazione di riferimento e specificati nelle indicazioni operative.
Il loro obiettivo è favorire attraverso un’adeguata rappresentazione e catalogazione dei dati su istanze/esiti:
- la semplificazione della gestione delle richieste di accesso, come nel caso di istanze con più oggetti;
- la facilità di consultazione da parte dei cittadini delle richieste già presentate;
- il monitoraggio e le analisi da parte di Anac e Funzione pubblica sulla concreta attuazione dell’accesso da parte delle Pa;
- l’armonizzazione delle risposte a istanze simili o identiche, per orientare la pratica amministrativa a un’applicazione omogenea dell’istituto.
Il risultato auspicabile di questo percorso di regolazione “partecipato” sull’accesso civico generalizzato – linee guida, circolare, indicazioni operative -, per il cittadino, è che consenta l’esercizio efficace, diffuso, del diritto a conoscere, per poter esercitare i propri diritti, ma anche per crescere in consapevolezza e partecipazione.