Roberto Alborghetti è un giornalista professionista conosciuto e stimato. Ha lavorato a “L’Eco di Bergamo”, da sempre appassionato di scuola e di giovani, da alcuni anni ha deciso di dedicarsi completamente alla scrittura e alle sue passioni di cui ha fatto un mestiere con un tocco di innovazione e originalità. È autore di una quarantina di volumi, tra saggi e biografie, tra cui “Nessuno è cretino”, l’ultima conversazione-intervista del grande pedagogista Aldo Agazzi, e tre volumi su Papa Francesco pubblicato con la casa editrice Velar: nel novembre 2013 la prima grande biografia illustrata su Bergoglio, poi nel 2014 il libro “Quando il giorno era una freccia” e adesso “Nessuno resti indietro”, appena uscito, che racconta Papa Francesco in uno dei suoi temi più sentiti, quello della dignità del lavoro e dell’inclusione sociale.
Libri, dunque. Strumenti classici di lettura e di comunicazione. Cartacei. Cosa c’entra tutto questo con la nuova comunicazione e con l’educazione al tempo dei social? C’entra, eccome. Perché se Roberto Alborghetti ha potuto realizzare questi progetti è grazie al coraggio con cui ha mollato un lavoro, che gli garantiva sicurezza e prestigio, e si è gettato nella sfida della nuova comunicazione: blogger convinto, è diventato esperto di web e di editoria educational, autore di documentari, creatore di eventi e innovativi progetti di comunicazione, Alborghetti – che su facebook ha anche un suo logo, ispirato alla sua ideazione LaceR/Actions, un innovativo progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana percepita nei cromatismi dei “segni di strada”, con mostre in Italia ed all’estero – ha esplorato nuovi modi di comunicare e di raggiungere le persone, ha percorso nuove vie di dialogo coinvolgendo aziende e comunità locali e facendo conoscere nel mondo spaccati di terre, di popoli, di culture e tradizioni locali (basti pensare all’Amiata che, con il Vino e l’Abito Vulcano, ha fatto rimbalzare in tutto il pianeta la magia e il mistero della montagna amiatina).
E ha colto la necessità di adottare nuovi linguaggi per dare messaggi di speranza. Affascinato e colpito dal messaggio di Papa Francesco, ha studiato per mesi la vita di quest’uomo “venuto dalla fine del mondo”, ne ha fatto la prima biografia da quando è diventato Papa e tuttora forse la più completa per testi e fotografie. E poi è entrato nel dettaglio dei “temi forti” del Pontefice, prima con il volume “Quando il giorno era una freccia” che racconta gli anni del mondo della scuola e la testimonianza educativa di Bergoglio e poi con “Nessuno resti indietro” che approfondisce il tema del lavoro, di un’economia a misura d’uomo, della giustizia sociale e della dignità umana.
Attivissimo sui social, da facebook a twitter fino al blog personale robertoalborghetti.wordpress.com, dove si trovano tutti i suoi progetti, fa correre sulle nuove strade dei social messaggi di speranza, riuscendo a mantenere l’equilibrio tra la profondità e la leggerezza, tra la sobrietà e l’innovazione. Un modo bello – e anche molto professionale – di educare al tempo dei social e di ricordare che nessuno deve restare indietro. E soprattutto di aprire nuove strade di comunicazione in un tempo di crisi, in cui molti si interrogano sui motivi e in pochi si sforzano per immaginare soluzioni.