Due comunità a confronto per una strategia congiunta sulla trasformazione digitale e la migrazione verso il software libero. Roma e Barcellona trovano l’intesa in occasione dell’apertura, in Campidoglio, della Digital social innovation fair 2017. Dati aperti, partecipazione, smart city, trasparenza, tra i temi principali su cui hanno ufficializzato l’accordo.
Il documento, sottoscritto ad inizio febbraio dall’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano e dalla commissaria del dipartimento di Tecnologia e innovazione digitale del Comune di Barcellona Francesca Bria, ha trovato l’approvazione dalla Giunta Capitolina. Ne scaturisce una partnership tra le due amministrazioni ed il supporto reciproco, sia in ambito comunitario che internazionale, per la realizzazione di progetti comuni sui principali temi dell’innovazione digitale.
“È per noi un grande onore poter collaborare con Barcellona, la città che, già da qualche anno, è in cima alle classifiche sulle smart city a livello mondiale”, ha dichiarato Marzano. “Questa collaborazione – prosegue – servirà da stimolo per riaccreditare Roma nel panorama internazionale”.
La due giorni di conferenza internazionale (1 e 2 febbraio 2017) è stata organizzata nel contesto del programma Caps (Collective awareness platform for social innovation and sustainaiblity) portato avanti dalla Commissione europea (programma Horizon 2020) che vede attivi, al momento, 26 progetti transnazionali per un valore di 36 milioni di euro. Nel corso dell’evento, tutti i partecipanti sono stati chiamati ad una riflessione sul tema: “Quando il web diventa sociale? Internet come strumento per affrontare le sfide del futuro”. A confronto innovatori, ricercatori, makers, rappresentanti di progetti europei, policy-makers di tutta Europa sul ruolo che la Rete può avere nel migliorare la qualità della vita dei cittadini europei.
Presenti, tra gli altri, Enrico Giovannini, professore di statistica presso il dipartimento di Economia dell’università di Roma Tor Vergata e portavoce dell’ASviS; Geoff Mulgan, chief executive di Nesta, Katherine Milligan, direttrice della Schwabfoundation per l’imprenditorialità sociale; Darko Mankowski, programme officer delle Nazioni Unite; Guido d’Ippolito, promotore della Repubblica italiana delle riforme costituzionali per l’inclusione e il diritto di accesso ad internet.