Il Piano Scuola 4.0 del PNRR sta entrando nel vivo con due filoni paralleli: la trasformazione degli spazi di apprendimento e la formazione del personale sull’intelligenza artificiale.
L’azione “Next Generation Classrooms” punta a trasformare almeno 100.000 aule di primaria, secondaria di primo e secondo grado in ambienti innovativi, dotati di dispositivi digitali, arredi flessibili e soluzioni per una didattica più interattiva e collaborativa. Parallelamente, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha attivato un avviso per individuare le scuole “snodo” sull’IA, istituti che fungeranno da hub territoriali per formare docenti e dirigenti sull’uso regolato e consapevole dell’intelligenza artificiale a scuola. Le linee guida del MIM (DM 166/2025) definiscono dieci regole per l’IA in classe, dalla trasparenza sull’uso degli strumenti generativi alla tutela della privacy degli studenti, fino alla responsabilità educativa del docente.
I percorsi formativi finanziati dal PNRR coprono sia le competenze tecniche di base, sia gli aspetti etici e normativi, incluso l’allineamento con l’AI Act europeo. L’obiettivo è evitare un approccio puramente strumentale: l’IA non deve sostituire il ragionamento degli studenti, ma diventare un “tutor” da usare con criterio, verificando fonti, limitando il copia‑incolla e sviluppando il pensiero critico.
Per le scuole la sfida è duplice: completare la migrazione verso ambienti digitali maturi e costruire una cultura d’istituto sull’AI, con regole interne condivise e formazione continua. In questo modo, la “scuola digitale” smette di essere un progetto di dispositivi e diventa un cambiamento reale di metodi e pratiche didattiche.