Sono quarantacinque i progetti selezionati dal Dipartimento per la trasformazione digitale e il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per lo svolgimento del Servizio Civile Digitale.
I progetti prevedono la realizzazione di 103 progetti, che coinvolgeranno un totale di 400 enti del terzo settore e amministrazioni locali.
Protagonisti di questo piano d’intervento sono i circa 2.400 giovani volontari che lavoreranno sul campo con lo scopo di avvicinare le persone all’uso del digitale.
Molti progetti hanno l’obiettivo di potenziare l’utilizzo dei servizi digitali pubblici, inclusi quelli sanitari per gli utenti dei servizi di telemedicina e il personale addetto all’assistenza medica. Una parte molto significativa delle iniziative pone particolare attenzione alla popolazione più a rischio di esclusione sociale, come gli anziani, i migranti, i richiedenti asilo, i pazienti con dipendenza patologica, le famiglie e i giovani delle aree disagiate. L’intento generale è anche realizzare una stretta integrazione delle azioni di educazione, alfabetizzazione e facilitazione digitale con gli interventi di contrasto alla povertà educativa.
Le attività di facilitazione ed educazione digitale verranno realizzate in sedi istituzionali di formazione, università, scuole, centri professionali ma anche nelle biblioteche, nei punti di incontro delle associazioni, centri famiglia, parrocchie, oratori, strutture residenziali e semiresidenziali per anziani o cittadini con patologie, strutture ospedaliere e dipartimenti sanitari delle ASL. Anche i mercati rionali e paesani e gli spazi di prossimità realizzati dalle associazioni del terzo settore saranno luoghi coinvolti nella realizzazione dei progetti.
Questa varietà spicca ancor di più nelle attività di facilitazione digitale, rese disponibili anche presso gli sportelli di erogazione dei servizi comunali, dei servizi sanitari, come gli sportelli CUP e quelli dedicati alle prenotazioni/pagamento dei ticket, oltre che nei Caf. Sono previsti anche dei punti di facilitazione itineranti, pensati per raggiungere i territori dei piccoli comuni e delle zone più periferiche nonché le categorie di cittadini più fragili come gli anziani.