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Si può misurare l’attenzione visiva di un utente online? Ne parliamo su Digital Taste

Metodi come l’Eye tracking e le heat map sono utilizzati dal neuromarketing per la tracciabilità dei comportamenti su un sito web.
Il neuromarketing si occupa di applicare le conoscenze e le pratiche neuroscientifiche al marketing.

L’obiettivo? Analizzare i processi inconsapevoli della mente del consumatore, che involontariamente influiscono sulle decisioni di acquisto o sul coinvolgimento emotivo verso un brand.
L’Eye tracking è un monitoraggio dei movimenti oculari che rintraccia dove un soggetto sta guardando in un dato momento: l’attenzione visiva permette di studiare il comportamento umano, per questo motivo diventa uno strumento di analisi anche nel mondo del marketing.

Dall’Eye tracking derivano le heat map, rappresentazioni grafiche che vengono rilevate attraverso i colori. Una maggiore attività all’interno della pagina è associata a colori caldi (giallo, arancione e rosso), una minore attività invece a colori freddi (verde, azzurro e blu).

Esistono tre tipologie di heat map: click, scroll e hover.

Le click map sono necessarie per intuire quali link gli utenti cliccano con più frequenza e se ne esistono alcuni più performanti di altri.

Le scroll map sono utili per ottimizzare le pagine e per analizzare il modo in cui l’utente “scrolla” la pagina e gli elementi che visualizza.

Le hover map analizzano lo spostamento del mouse all’interno della pagina. Non sempre, infatti, il mouse coincide con il movimento degli occhi.

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