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I social hanno cortocircuitato i tempi della segnalazione di interruzione di pubblico servizio. Lo si vede in questi giorni in Emilia Romagna a seguito delle copiose nevicate: molti sindaci propongono la class action contro l’interruzione di fornitura di energia elettrica. Ultimo in ordine  di tempo il sindaco di Reggio, che ha protestato contro i continui messaggi del gestore  che annunciava il ripristino della rete, mentre così non pareva ai suoi concittadini (al buio).  E’ questo un caso di gestore nazionale, ma il problema, se riferito ad un servizio pubblico locale, diventa ancora più stringente per l’impresa. Perché anzitutto l’azienda del territorio è più vicina e per l’utente deve esserlo ancor di più quando le cose non vanno. Poi perché la prossimità del reclamo genera attese di soluzione “prossime”, veloci, con contatti personali anche  e soprattutto dietro gli strumenti social. In questo, la necessità di presidiare in modo strutturato  le pagine dedicate di Twitter e Facebook è indispensabile. Perché se anche così non fosse, quello che non passa dalla porta arriva comunque dalla finestra. Perciò vale la pena di organizzarsi, presidiare, ascoltare e …rispondere! Nella forma e nei modi più veri e reali, senza nascondere difficoltà o impossibilità.  Twitter e Facebook sono armi in più, basta usarle senza altri fini che non siano la massima trasparenza coniugata alla massima velocità ed economicità. 

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