0%

#svegliamuseo, un alleato per portare l’arte sui social network

Musei e web, ma anche musei e social media in Italia. Una relazione che funziona? A chiederselo è stata Francesca Porden De Gottardo, una laurea in archeologia e un lavoro da social media manager, che nel 2013 ha avviato un progetto chiamato #svegliamuseo. Una ricognizione intorno alla capacità dei musei italiani di stare on line e utilizzare i social media per diffondere contenuti e creare engagement ma anche un progetto per sviluppare ‘connessioni’ virtuose tra musei stranieri, più avanti sulla strada dei social, e i nostri musei.  Oggi il progetto si è fatto community: un sito (www.svegliamuseo.com), un gruppo Facebook con oltre 6mila iscritti, l’account Twitter con altrettanti follower, strumenti che Francesca cura insieme a Valeria Gasparotti, project manager. Con grande passione, nel loro tempo libero.Francesca e Valeria

Francesca, a che punto siamo con #svegliamuseo?

La nostra prima idea di partenza ha avuto i risultati sperati, e li ha anche di gran lunga superati! L’intento originale, a settembre 2013, era quello di attirare l’attenzione del pubblico, ma soprattutto della comunità degli addetti ai lavori, sul tema della necessità di comunicare e valorizzare digitalmente la cultura italiana. Nel corso dei mesi, la “missione” di #svegliamuseo si è evoluta insieme alla community che si è andata creando intorno ai temi da noi affrontati. Abbiamo man mano esteso la nostra area di interesse e approfondimento dai social media al digitale in senso più completo, includendo progetti web e mobile, sia online sia a integrazione dell’esperienza in situ al museo. Abbiamo scelto di confrontarci con le realtà straniere e italiane in egual misura, eliminando quasi da subito il rapporto top-down tra le due in favore di uno scambio alla pari di conoscenze e esperienze tra professionisti del digitale museale. Per rafforzare questo dialogo, abbiamo creato un canale YouTube nel quale trasmettiamo in diretta gli incontri tra professionisti, grazie a Google Hangout. Abbiamo anche scritto un libro col quale abbiamo cercato di fare il punto sull’uso dei digital media in ambito culturale, insieme ad altri giovani professionisti come noi. E’ un ebook,  scaricato gratuitamente dal nostro sito più di duemila volte, a testimonianza di come un riferimento in questo settore in continua evoluzione possa essere utile.

Al momento stiamo sempre più spostando la nostra attenzione sulla formazione e sulla necessità di diffondere il know-how e le buone pratiche sull’uso dei digital media nel contesto museale. Abbiamo tenuto e terremo ancora lezioni per gli studenti di lauree specialistiche in discipline umanistiche e stiamo portando avanti sessioni di social media“hands-on” per avvicinare gli staff museali agli strumenti digitali.

Strada facendo, quali ‘alleati’ avete conquistato ed avete adesso al vostro fianco?

Moltissime persone ci hanno incoraggiate a continuare e a implementare il percorso di #svegliamuseo! Tutti i professionisti della comunicazione della cultura con cui abbiamo avuto modo di interfacciarci, sia in Italia sia all’estero, sono stati entusiasti delle ragioni del progetto e continuano a seguirne i canali online, alimentandoli con contenuti e scambi di opinioni molto interessanti. Anche altri attori di realtà simili alla nostra – da Invasioni Digitali a Culturit – sono ormai diventati amici, giovani interlocutori ,“veloci” nel pensiero digitale, con cui è sempre un piacere confrontarsi.

Invece quali difficoltà, resistenze, titubanze vi trovate a dover fronteggiare?

A parte i vari rallentamenti nelle dinamiche con i musei, dovuti più che altro a complessità burocratiche, l’ostacolo più grande per noi oggi è il tempo. Entrambe abbiamo almeno altri due lavori a testa da portare avanti per poterci mantenere, e, a seconda dei periodi, #svegliamuseo è quello che risente di più dei nostri ritmi di lavoro un po’ folli.Svegliamuseo

Siete riuscite a trovare dei finanziamenti per far diventare il progetto un lavoro vero e proprio?

In realtà non ci abbiamo neanche mai provato. Per una strana coincidenza astrale, ogni volta che cominciamo a progettare seriamente di convertire #svegliamuseo in associazione per poter partecipare a uno dei tanti bandi a favore di start up in ambito digitale e culturale, a una delle due capita un’occasione lavorativa troppo interessante per dire di no, e finiamo per dirci ‘lo faremo più avanti’.

Ultimi articoli

E-book: gli italiani prediligono i libri cartacei

Gli italiani e il “tecnostress”: 6 su 10 non riescono più a staccare dal digitale

Avviato da AGID il censimento del patrimonio digitale della Pubblica Amministrazione

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content